Il calore minimalista

La Ecos gallery, nuovo spazio romano in via Giulia diretto da Enrico Casalino e Corrado Veneziano, presenta orgogliosa la mostra personale di Ada Costa Il calore minimalista. La contraddizione implicita nel titolo scelto dall’artista è il fulcro su cui il suo lavoro fa perno: per definizione, dagli anni Sessanta in poi, la corrente minimalista è sempre stata caratterizzata da un’impostazione piuttosto gelida, una lucidità e una razionalità a priori; da lì la ricerca dei vari autori di partire di tentare produzioni più “umane”, spesso senza successo.

Ada Costa decide di proseguire l’operazione di mitigazione del minimal, utilizzando uno strumento molto particolare e insolito nel mondo dell’arte: il laser rosso. Giochi di linee, riflessi e trasparenze, di proiezione nelle tre dimensioni a creare veri e propri buchi neri animano le opere dell’artista, che dagli anni Settanta sperimenta tutte le possibilità di interpretazione dello spazio, inventando di volta in volta soluzioni sorprendentemente nuove.

“Ogni opera – scrive Anna D’Elia nel testo critico – esibisce nella scelta delle forme, dei materiali, dei colori e dei simboli, la dialettica del doppio. Geometrico e organico, mentale e carnale convivono in cerchi di ferro antico colmi di rosse cere e in vitrei mattoni attraversati da raggi laser”. Il laser rosso viene usato con un intento ben preciso, a raccontare storie, emozioni di vita vissuta: ferite di donna eternamente tradita. Storie comuni e individuali che arrivano con una potenza inarrestabile al cuore dello spettatore, che non può evitare di avvicinarsi, allontanarsi e poi avvicinarsi ancora, per cercare all’interno delle rosse feritoie qualcosa che gli parli anche della propria storia.

 

Fino al 17 giugno

Ecos Gallery, via Giulia, 81, Roma

info: www.ecosgallery.com