Ispirata dal libro del 1968 Il kitsch. Antologia del cattivo gusto di Gillo Dorfles, viene presentata alla Triennale di Milano la mostra Gillo Dorfles. Kitsch, curata insieme ad Aldo Colonetti, Franco Origoni, Luigi Sansone e Anna Steiner. L’esibizione affianca veri e propri oggetti da museo casalingo a opere di autori legati a citazioni grottesche, artisti tutti uniti a fornire una vasta rappresentazione delle personale interpretazioni del concetto di kitsch.
Tra i nomi: Alberto Savinio con Penelope del 1933; Gianfilippo Usellini con Donna con la coda del 1970, ironico paradosso di una primitiva condizione animale; Enrico Baj che con Madame Garonne del 2003, assembla materiali diversi per denunciare la corruzione del gusto causata dalla cultura del prodotto industriale; Salvador Dalì visto come ironico ispiratore del fenomeno; Felipe Cardeña che con i suoi collage policromi presenta composizioni che sovrappongono fiori e frutti ritagliati da riviste; Corrado Bonomi che realizza composizioni con vari oggetti; Carla Tolomeo e le sue sedie sculture; l’omaggio ironico ancora a Salvador Dalì del Cracking art group e The bounty killart che crea sculture di gesso fortemente satiriche. La mostra si chiude con l’ultima grande sala nella quale si trova una vera e propria giostra circondata da oggetti di anonimi artigiani, che sono citazioni del kitsch d’oggi accostati a una serie di fotografie di Martin Parr.
Il testo di Dorfles, continua a essere una guida all’esposizione, vera pietra miliare per la comprensione e l’evoluzione del cattivo gusto dell’arte moderna, scrive infatti l’autore: “Sembra quasi incredibile che gli uomini abbiano saputo ammantare così densamente di cattivo gusto i loro rapporti più sacri riducendoli il più delle volte a dei rituali aberranti. Dall’albero di natale al presepio, tra non molto, e già adesso, al Kitsch dell’anti-familiarità, per eccellenza, al Kitsch degli Hippies e dei cappelloni, dei drogati e dei beats. Non si sfugge al Kitsch: non appena qualcosa diventi conformismo e tradizione difficilmente riesce a salvarsi”.
Il catalogo Gillo Dorfles. Kitsch: oggi il kitsch che accompagna la mostra, è a cura di Aldo Colonetti, Franco Origoni, Luigi Sansone, Anna Steiner, ospita una conversazione tra Aldo Colonetti e Gillo Dorfles, riflessioni di Vittorio Gregotti, Ugo Volli, Fulvio Carmagnola, Denis Curti, Francesco Leprino e Bruno Pedretti; una particolare documentazione a cura di Luigi Sansone su opere di artisti ispiratori e che interpretano oggi questo stile.











