Se il cinema nel 2011 è andato bene non è merito dei film che nel frattempo vi sono venuti in mente. Nella lista dei primi 20 titoli per incasso al botteghino non ce n’è neanche uno. Ma questa non è una novità. È stato presentato dalla Fondazione ente dello spettacolo il rapporto tra mercato e l’industria del cinema in Italia e il primo titolo in testa con 6,38 milioni di presenze e 48,4 milioni di euro di incassi è Che bella giornata di Checco Zalone.
Nonostante tutto, o a sentire gli esperti, proprio per questo, il 2011 è stato un anno magnifico per il cinema italiano. Sono 155 i film nostrani prodotti durante l’anno fra capitali privati, contributi statali e coproduzioni. Nel 2000 erano 103. Sono diminuite contemporaneamente le pellicole statunitensi che per la prima volta si abbassano sotto la soglia del 50% e guadagnano campo i film europei con in testa gli inglesi che raggiungono il 9,2%. Medusa film rimane la prima società di distribuzione per incasso, seguita dall Warner Bros Italia e Universal Pictures. Aumentano gli schermi digitali che superano la soglia del 39% e aumentano anche gli addetti ai lavori che passano da 80,863 nel 2009 a 84,840. Il cinema così, si afferma come il settore che crea più occupazione stabile in Italia nell’ambito culturale.
E se il 2011 è finito con i fuochi d’artificio il nuovo anno è cominciato zoppo e sporco di fango fino al collo. «Siamo vivendo un periodo caratterizzato da cambiamenti turbolenti – dice Nicola Borrelli (nella foto) direttore generale cinema Mibac – non sappiamo cosa di preciso sta accadendo. Personalmente faccio fatica a trovare un film da andare a vedere al cinema». I problemi sono molti e vanno dalla produzione sempre più stretta dalla crisi alla distribuzione che d’estate è più carente che mai. E poi i cinema dei centri storici che non riescono a stare al passo dei grandi multisala, la televisione che non trasmette tempestivamente le pellicole e fa aumentare la pirateria online e il film italiano che sembra non essere al passo con i tempi. «Lancio un appello a tutti gli operatori del cinema – dice Giampaolo Letta di Medusa film – per organizzare una riunione. Solo insieme possiamo far fronte a questo duro periodo». La soluzione per uscire dalla crisi è, insomma, come la Ginestra di Leopardi: uniti contro il male universale.
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