Tv Boy il provocatore pop

Tvboy è un provocatore, un giocherellone, un discepolo della Pop art che ha mischiato la lezione di Andy Warhol, Roy Lichtenstein e quella più recente di Ronald Baechler, con la sfrontatezza mascherata da ingenuità tipica dei cartoni animati giapponesi. L’italianissimo Salvatore – questo il vero nome dell’uomo che si cela sotto l’identità di Tvboy – è uno dei tanti “pennelli in fuga” a cui l’Italia stava stretta e ha dunque deciso di trasferirsi in una delle capitali europee della creatività, Barcellona. A partire da oggi, le sue creazioni tornano nella madre patria e per l’esattezza a Vicenza, nella galleria Andrea arte contemporanea, dove rimarranno esposte per tutto il mese di luglio.

Turn off the TV and be the protagonist!, ci intima il bimbo stilizzato sorridente con i capelli a caschetto che ritorna costantemente nelle opere dell’artista, traducendosi nel suo alter-ego, e che negli ultimi anni è diventato una firma immancabile dell’arte urbana che tappezza le strade delle grandi metropoli europee. Il titolo della mostra, Contemporary Times, allude all’estrema vicinanza delle opere esposte con il momento storico che stiamo vivendo, citandone gli avvenimenti e le espressioni consumistiche più identificative: la guerra, i fast-food, la finanza, lo spettro del mercato e la pubblicità. Quest’ultima, in particolare, ritorna prepotentemente nell’arte di Tvboy, che si appropria di alcune delle sue icone più famose, come già aveva fatto il maestro Warhol. Il David di Michelangelo veste i panni e il trucco pagliaccesco di Ronald McDonald, mentre una mano guantata di bianco gli porta un hamburger alla bocca. C’è poi la riesumazione della tecnica dell’appropriazionismo, nata e cresciuta tra gli anni Settanta e il decennio successivo, che Tvboy è in grado di rivitalizzare e potenziare, ponendo il proprio pseudonimo sull’etichetta stracciata della celeberrima zuppa Campbell.

“’ironia potrà forse salvare il mondo”, scrive nientemeno che Philippe Daverio nel testo critico della mostra. Forse no, non lo salverà, ma, in fondo, non è mai stato questo l’obiettivo della Pop art, a cui è sempre bastato svelarne alcune delle contraddizioni, senza però metterle sotto accusa e, anzi, utilizzandole per i propri scopi, e Tvboy continua imperterrito a seguire la strada dei suoi maestri.

fino al 31 luglio

Andrea arte contemporanea, via dell’edilizia 65, Vicenza

info: www.andrea-arte.com