La crisi odierna dell’arte contemporanea in Italia è sottolineata dalla mancanza di interesse che i media ed il pubblico manifestano per una forma di espressione e comunicazione che da sola si è rinchiusa negli ambienti asettici della galleria, per isolarsi sempre più dal mondo reale. Eppure tanti sono gli artisti che nel mondo reale lavorano per evitare che l’arte diventi solo un’occasione per le case pubblicitarie di copiare un’idea per il prossimo spot televisivo. Nella mostra Un accesso comtemporaneo Stefano W. Pasquini tenta un approccio orizzontale per coinvolgere il pubblico solitamente non amante dell’arte, soprattutto quella cosiddetta “concettuale”. Aiutato da un gruppo segreto di Facebook e dalle trovate di marketing casalingo dello scrittore Danilo Masotti (suo è il sottotitolo della mostra), Pasquini inscena un percorso di esplorazione che parte da un rebus in vetrina. Intitolata “UE1101 – Rebus Difficilissimo”, l’installazione richiede la partecipazione attiva del pubblico, che proverà a risolvere il dilemma scrivendo la soluzione su un’apposita cartolina. Il primo che troverà la soluzione vincerà una scultura contemporanea dello stesso. La mostra prosegue con alcune opere pittoriche figurative di Pasquini, che con questi lavori vuole avvicinare il pubblico tradizionale per poi confonderlo con altri oggetti, sculture e lavori che bene vengono sintetizzati in un “Non ho capito”, titolo della sua personale precedente.


