Sacralitars

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Quando si parla di mostre di arte sacra, si pensa a qualcosa di oleografico o di devoto. Di fatto, su questi temi, viviamo oggi un momento particolarmente drammatico. “Vuoi una pala d’altare con Madonna e Santi?”: clicca su Google, troverai l’artista che ti piace. Che sia sadomaso o perverso non importa, l’importante è che un grande critico d’arte (o presunto tale) lo sponsorizzi e tutto diventa lecito. Anzi consigliato. Per sacra si può invece considerare un’arte diversa, che si interroghi sui temi fondamentali dell’uomo, sul perché del nascere, del morire, del soffrire, diventando un interessante campo di ricerca per comprendere l’atteggiamento dell’uomo di oggi di fronte all’infinito, all’assoluto.

A partire da questa intuizione, nasce il percorso dei giovani artisti del premio arti visive San Fedele di Milano, assegnato annualmente dalla storica galleria San Fedele sin dagli anni ‘50. Lo scopo è la formazione del mondo artistico giovanile. La sua unicità consiste nel fatto che l’opera prodotta dai giovani autori nasce da un percorso annuale, in cui il tema proposto è sviscerato dal punto di vista filosofico, antropologico, sociale. Il titolo della mostra è esplicativo: E quindi uscimmo a riveder le stelle. Il viaggio. Il punto di partenza è un viaggio verso le stelle, verso il riconoscimento dei propri desideri.

Dalla mostra esce un panorama molto diversificato. Se il vincitore del premio, Marco La Rosa, trasforma in materia una vera e propria riflessione filosofica realizzando figure geometriche regolari cariche di fascino e di mistero – è il desiderio dell’uomo di vivere un mondo con punti di riferimento precisi, come indica il titolo dell’opera Il migliore dei mondi possibili – il vincitore dell’altro premio, quello Rigamonti, , con L’uomo che cammina, presenta un giovane uomo nudo che avanza, deciso, come se si inoltrasse verso il futuro, in un viaggio verso una presa di consapevolezza di se stesso, delle proprie possibilità di vita. Lo stessa carica etica caratterizza Aliza Veneziano (segnalata dai curatori) e da Ayumi Kudo (seconda classificata). Che nei giovani di oggi ci sia il desiderio di rivolgersi a un mondo diverso rispetto a quello cupo presentato dai giornali? Speriamo. Forse, guardando alle stelle, si può cambiare la società.

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