Gianfranco Baruchello

Firenze

Dagli anni ’50, l‘artista Gianfranco Baruchello porta avanti la sua ricerca in modo radicale, esplorando l’errore, l’analogo, il banale e il sogno, ciò che è rimosso, non ancora detto e ai limiti dell’utile e del verosimile. I suoi mondi di immagini si costituiscono nello spazio vacuo tra disegno manuale ed enciclopedia figurativa. I suoi oggetti, assemblaggi e vetrine sono tridimensionali manuali di istruzione per la mente e allo stesso tempo formule di un impossibile inventario; i suoi film sono studi insoliti che conducono la narrazione del medium fino all‘assurdo. Nel lavoro agricolo, Baruchello indaga il valore d’uso e di scambio del prodotto coltivato e dell’opera d’arte. A nord di Roma, ha trasformato, nel 1998, il suo ex atelier in una fondazione che porta avanti in modo collaborativo la ricerca e la sperimentazione artistica. A Villa Romana Gianfranco Baruchello installa uno Psicogim, un impianto sportivo per la psiche e la mente. Il visitatore può usare il tapis roulant o colpire il punching-ball e, mentre si specchia, riflettere sulla propria forma psichica sulla base di immagini, oggetti e odori. Parallelamente l‘artista presenta tre film, pensati come “allenamenti” per pensare, ad esempio, la lentezza, l’equilibrio, l’intreccio o la piega. In occasione di questa mostra, una selezione dei suoi “esercizi” scritti (risalenti al 1975, 1981, 2006 e 2012) viene presentata per la prima volta in edizione bilingue.