Kill your idols

L’infatuazione della città di Torino per la Street art è cosa arcinota. Solo negli ultimi due mesi si sono moltiplicate le iniziative che hanno visto molti giovani rappresentanti del linguaggio urbano interagire con alcuni luoghi cittadini e altre manifestazioni sono in preparazione. L’interesse verso questa forma d’arte è in costante crescita, tanto che non poche gallerie hanno deciso di dargli spazio. Il 28 giugno scorso è stata la volta della Marco Cappello vintage & design di aprire le proprie porte a un paladino del disegno urbano. L’artista in questione è l’enigmatico Ykemon, che ha deciso “di rimanere anonimo per non ricadere nelle regole ormai troppo rigide del mercato dell’arte – si legge nella nota stampa della mostra – trasformando di fatto anche la propria biografia in un’opera in cui viene criticato il mercato dell’arte in quanto poco libero e attento solo ai soldoni più che ai messaggi”.

Elisir di eterna giovinezza – questo il titolo della rassegna che proseguirà fino al 28 luglio – punta, invece, proprio su quei messaggi a cui il mercato dell’arte avrebbe girato le spalle. L’oggetto principale delle critiche di Ykemon sono il cinema e le sue icone più celebri, in fondo estremamente rappresentative dell’interna società che da quasi un secolo le idolatra come divinità pagane. L’opera che dà il titolo alla mostra, ad esempio, mostra il volto della Marylin warholiana che si staglia su di uno sfondo rosso sangue, con due tibie incrociate poco sotto il mento. Una Marylin piratesca eternamente giovane, perché morta giovane e immortalata dal più grande creatore di icone Pop del secolo scorso. In fin dei conti, lo street artist utilizza quello stesso linguaggio che ha reso eterna la giovinezza di Marylin e di molte altre star hollywoodiane.

Il suo linguaggio è Pop e risente fortemente della grammatica pubblicitaria. Spoglia il messaggio commerciale e lo rigira al proprio volere, in modo da farci capire esattamente il punto in cui vuole arrivare. Una palese critica al nostro stile di vita, all’arte e forse anche a se stesso. A completare la mostra ci pensano due cortometraggi in cui lo stesso artista racconta la genesi delle proprie opere (Ykemonster) e la sua avventura berlinese (Berlin walls), tra l’università di Postdam e il quartiere di Kreuzberg, cuore europeo del movimento della Street art.

fino al 28 luglio

Marco Cappello vintage & desing, piazza Palazzo di Città 21/b, Torino

info: www.marcocappello.com