Personaggi

Senza costruzioni logiche

Ralph Danton presenta la nuova raccolta di poesie al Grand hotel de Milan. Sotto la coscienza il suo ultimo lavoro corre verso direzioni tutte nate dal suo più profondo senso di ricerca interiore. Un duro lavoro che lo ha visto coinvolgere tutte le affettività vissute fino a oggi: amore, odio, insoddisfazioni, realtà quotidiane comuni ma uniche se personificate dal tocco di un artista della parola. Di origini italo-francesi cresce approfondendo gli studi viaggiando molto, interagendo con diverse culture, senza perdere le radici chiuse nella tradizione classiche. Allievo della poetessa Alda Merini, sviluppa la genialità della parola solo grazie a forti scontri sociali.

Sotto la coscienza segue la raccolta Urto eccentrico in cosa si è evoluta la sua poesia?

«Mente Urto eccentrico era una poesia che cercava di abbracciare uno spazio, in Sotto la coscienza cerco di evadere da uno spazio per entrare in pieno in un nonsense di accostamenti azzardati che risultino d’effetto».

Perché secondo Lei, la sua poesia è definita “contemporanea”?

«Perché il concetto di poesia è stato superato, ora anche le parole vanno contestualizzate in un ben definito periodo storico. Proprio come le emozioni che hanno un peso diverso nelle varie epoche anche la poesia, che traduce i sentimenti dell’epoca, è vincolata al periodo stesso della sua nascita. È un’evoluzione artistica della parola. Fare poesia è scrivere di getto senza costruzioni logiche!»

A quale artista si sente particolarmente legato?

«La mia vita la sento vicina a quella di Francis Bacon, mi sento malinconico come Yves Saint Laurent e duro nella costanza psicologia come Marina Abramovic».

Nella sua antologia, troviamo uno degli inediti di Alda Merini, ci parla del suo rapporto con la poetessa?

«Il primo incontro con Alda ha atteso anni. Il suo stato di salute per molti periodi non le ha consentito di ricevere visite. Poi finalmente ci siamo il 19 febbraio del 2007. Cosa le porterò? Un fiore? Dei cioccolatini? Un semplice foglio per un eventuale dedica? Alla fine mi sono presentato con sessanta rose rosse gambo lungo e sessanta cioccolatini fatti a mano e un album di fogli f4. Lei mi apre la porta indossando una vestaglia verde pastello e una collana di perle di bigiotteria lunga fino all’ombelico. Le posi la scatola di cioccolatini e le rose rosse e lei con voce mesta mi chiese cosa volessi. Io le risposi che desideravo solo il privilegio di poterla conoscere. Mi parlò della sua vita della sua sofferenza, del fatto che lei non era nulla se non una maestra. «Scriva» mi disse, e io non capii subito che cosa avrebbe voluto intendere. E senza rendermene conto composi il primo dei quattro inediti. “La visita”. Mi diede di nuovo modo poi di vederci ancora per approfondire un valido susseguirsi di scambi reciproci».

Ralph Danton, Sotto la coscienza

info: www.mnamon.it

Commenti