C’è una storia che non è solo visiva o nozionistica ma fatta di suoni. Questa storia ha preso una bella batosta quando quando fra i 25 articoli del decreto legge che stabilisce le misure per la revisione della spesa così come stabilito dal governo Monti, si trovano parole secche e amare come queste: “L’istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi è soppresso”. In altre parole non esisterà più una discoteca di Stato. Il danno è grave perché nessuno baderà più all’immenso archivio che raccoglie pezzi rari, dalle macchine per riprodurre il suono a preziosissimi 78 giri, senza contare tutte le pubblicazioni musicali che dal 2007 a oggi trovano una copia originale in questo archivio così ricco. Si sono gia mossi artisti e grandi personalità contro questa chiusura, che tra l’altro non fa guadagnare poi così tanto, come Renzo Arbore e il maestro Bruno Cagli presidente dell’accademia romana di Santa Cecilia.

Developed by tune the bit
Commenti