L’arte della ceramica, che l’artista Silvia Calcagno si porta nell’anima come un dna che le deriva dalla tradizione del territorio albisolese, si incontra con la fotografia e con il video creando opere intense e innovative. La personale è costituita da due progetti che sfruttano un peculiare linguaggio all’interno del quale convivono tradizione e innovazione. In mostra sono esposte due installazioni all’interno delle quali fotografia, video e arte ceramica dialogano tra loro: una allestita allo studio Lucio Fontana, nel cuore storico di pozzo Garitta, dove l’inventore dello Spazialismo lavorò nel periodo di permanenza ad Albissola; l’altra nella sede di Eleutheros, di via Colombo. Calcsgno propone ossessivamente l’immagine di una fanciulla sdraiata con le braccia sul petto e le dita intrecciate. La sua storia rimane un mistero, ma da alcuni particolari lo spettatore è indotto ad avanzare alcune ipotesi: gli abiti bianchi in pizzo fanno pensare a una sposa addormentata, in un forte contrasto tra il candore della ragazza e l’incombere di un destino ineluttabile. Nero sensibile il titolo della mostra. È il buio della notte, intensa nei suoi valori simbolici, a liberare le emozioni, le angosce, i pensieri, tradotti attraverso la ceramica, il video e la fotografia.

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