La mostra ospitata a Palazzo Fortuny consente un approccio esaustivo agli elementi poetici del lavoro di Maurizio Donzelli, da sempre concentrato su alcuni punti focali dell’operazione artistica: il concetto del disegno, la rivelazione dell’immagine, l’ineluttabilità dell’osservatore nella definizione dell’opera, la relazione tra luce e colore. Si tratta di poli d’interesse che Donzelli ha sempre affrontato, attratto, gioiosamente ipnotizzato dalla felicità dell’esecuzione e dalla qualità completa dell’opera. Il disegno è lo strumento intellettuale e tecnico con il quale l’artista mette a confronto la riflessione artistica e filosofica con i temi dell’immaterialità e la temporaneità dell’immagine, con il suo carattere di analogia o, più in generale, di trasfigurazione e trasformazione. Un altro strumento al quale Donzelli affida una funzione concettuale è lo specchio (Mirror, nella sua poetica) inteso come lente di osservazione, alterazione e ridefinizione della percezione in una continua dinamica temporale.


