Personaggi

Le città di Nadir Afonso

Venezia, nella sede dell’Istituto veneto di scienze lettere e arti a palazzo Loredan, ospita la mostra Nadir Afonso, architetto, pittore e collezionista. Organizzata da Comediarting in collaborazione con Traço-Traço, a cura di Stefano Cecchetto in collaborazione con Ffndazione Nadir Afonso, l’evento rende omaggio all’artista, alle opere e alle sue frequentazioni culturali. Il progetto nasce due anni fa per volontà della fondazione, istituita da Nadir stesso, per celebrare i suoi novant’anni con una serie di esposizioni a livello internazionale. Dopo Parigi, Rio de Janeiro, Lisbona e Roma, ora tocca alla Serenissima. Realizzata in occasione della Biennale di architettura, inquadra anche la figura di Nadir Afonso architetto e mette in luce la sua collaborazione con due grandi protagonisti dell’architettura moderna internazionale: Le Corbusier e Oscar Niemeyer. Un percorso museale che parte dalle opere legate al periodo dagli anni Quaranta fino ad arrivare ai quadri più recenti che interpretano il tema della città attraverso una forte e surreale visione cromatica. Il corpo centrale dell’esposizione mira soprattutto a mettere in luce il lavoro contemporaneo, partendo dalla produzione degli ultimi dieci anni, è evidente la forza di un segno innovativo che supera gli schemi dei movimenti artistici, per esplorare un nuovo linguaggio delle forme. La ricerca sia stilistica che delle tonalità è frutto di un lungo percorso basato sullo studio approfondito delle correnti culturali, favorevoli ad influenzare la linea guida di Afonso.

Tra le numerose opere esposte l’artista presenta il suo omaggio a Venezia con tre dipinti realizzati in differenti periodi: le Grand Canal II del 1957 dove la prospettiva della veduta è distribuita in un gioco di forme che evocano lo skyline della città; Campos de San Zanipolo del 1965 e Procissão em Veneza del 2002, qui, piazza San Marco emerge come un’apparizione. Nato a Chaves, il 4 dicembre 1920, studia architettura all’accademia di belle arti a Oporto e dopo la laurea si trasferisce a Parigi dove diventa amico e collaboratore di Le Corbusier. In seguito si trasferisce a Rio de Janeiro al seguito di Oscar Niemeyer e collabora tre anni con il grande architetto, conosce l’artista italo-brasiliano Candido Portinari con il quale intrattiene una lunga frequentazione sia personale che professionale. Nel 1954 torna a Parigi dove partecipa a numerose mostre di pittura alla galleria Denise René, lì entra in contatto con numerosi maestri come Pablo Picasso, Max Ernst, Giorgio de Chirico, Max Jacob, Fernand Leger che lo ospita per alcuni mesi nel suo atelier. D’ora in poi la carriera di artista e pittore ha il sopravvento sull’architettura. Dopo la grande personale del 1959 al Palais des Beaux-Arts di Parigi, l’artista portoghese realizza numerose esposizioni in gallerie e musei internazionali. Concluso il periodo barocco che, partendo dall’esperienza surrealista arriva fino alle ricerche pittoriche dell’amico Giorgio de Chirico, Afonso sposa l’astrattismo e imposta la sua ricerca su rigorose costruzioni geometriche che rimandano allo spazialismo e al costruttivismo degli anni sessanta. L’interesse per le discipline estetiche e gli studi filosofici lo avvicinano anche agli intellettuali francesi suoi contemporanei: Roger Garaudy; Paul Ricoeur; Léon Degand e Jean Paul Sartre. In quegli anni pubblicherà anche un testo molto importante per l’estetica dell’arte: Les Mécanismes de la Création Artistique.

fino al 10 novembre
Palazzo Loredan
S. Marco 2945, Venezia
Info: www.spaini.it

 

 

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