Una retrospettiva dedicata al grande artista tedesco a documentare quella parte fondamentale della produzione artistica di A. R. Penck che va dalla fine degli anni Settanta sino ai lavori più recenti, con gruppi pittorici e scultorei riconducibili alle varie fasi della sua ricerca artistica. L’esposizione offre l’occasione per conoscere meglio il lavoro scultoreo di Penck, a tutt’oggi ancora meno noto al grande pubblico per il minor numero di esposizioni incentrate su questa parte della sua produzione. A.R. Penck è riconosciuto come uno degli artisti che hanno maggiormente contribuito al rinnovamento della pittura in Germania. Sin dagli esordi della sua attività pittorica, l’artista si allontana dalla pittura tradizionale per seguire un percorso autonomo, sviluppando nell’ambito neo-espressionista uno stile personale che combina figurazione e astrazione mediante un tratto marcatamente infantile e un cromatismo intenso. Le sue composizioni combinano segni pittorici e immagini arcaicizzanti, che insieme compongono un lessico universale – comprensibile e utilizzabile da tutti – e un mondo visivo inediti che hanno spesso come tema centrale il rapporto tra individuo e società.


