L’artista sviluppa, nel lavoro pensato per la fondazione Volume!, la supersonale analisi dell’anatomia umana. Questa ricerca permea la sua intera esperienza artistica, sin dagli esordi, diventando per Volume! esperienza estetica “percorribile”. Una sorta di ritorno alle origini, dunque, ad una interiorità dal duplice significato, quello dell’artista, in un percorso dentro se stessa e quella dello spazio, che ne accoglie il senso, in un gioco semiotico che diventa percorso cognitivo ed esperienziale, fatto di continui rimandi simbolici tra dentro e fuori. Lo spazio espositivo si farà libro, da attraversare, le sue stanze pagine da leggere, da capire, da studiare. I disegni, come tavole anatomiche, tracceranno una mappa sulle pareti della galleria. Le logiche narrative si appoggeranno dunque allo spazio, dove paragrafi, capitoli e virgole, saranno in armonia con l’ambiente, con le curve, i corridoi e le stanze, sviluppando una molteplicità di percorsi, di relazioni e significazioni.


