Sciate notturne

C’è qualcosa di vagamente inquietante e surrealista negli impianti da sci che Stefano Cerio, la cui mostra Night ski viene inaugurata venerdì 18 gennaio nei nuovi spazi dello studio Trisorio a Napoli, ha fotografato sotto la luce di potenti riflettori che danno luce e, in qualche modo, vita, a ogni singolo dettaglio meccanico che, nel buio, si trasforma in dettaglio simbolico. Stefano Cerio vive e lavora tra Roma e Parigi; esordisce come fotografo a soli 18 anni, collaborando con il settimanale L’Espresso, per approdare, nel 2001, al settore della fotografia di ricerca e nel video.

I suoi lavori si indirizzano sempre più intorno al tema della rappresentazione, esplorando quella terra di confine tra la visione, il racconto del reale e l’orizzonte di attesa dello spettatore, la messa in scena di una possibile realtà se non vera almeno verosimile. Le sue opere sono in molte collezioni pubbliche e private. L’immaginario di Cerio è sedotto dalle piste da sci innevate di notte, momento in cui sono abitate solo dai tralicci elettrici e dagli impianti di risalita. Enormi macchine metalliche che grandeggiano nei suoi paesaggi deserti e bui, come fossero giganti meccanici che riposano immobili.

Seguendo il percorso già scandagliato con il suo precedente lavoro sugli Acqua park, il fotografo indaga le potenzialità di un linguaggio proprio di quei luoghi-non-luoghi frequentati da turisti, da lui ritratti nei momenti in cui sono deserti (i parchi acquatici d’inverno, gli ski-lift di notte) scoprendo strane analogie: la funivia somiglia a un metallico ragno gigante, le seggiovie assumono le sembianze di rapaci uccelli notturni. In quest’ottica si percepisce l’anima delle cose progettate dall’uomo; come se decidessero, prima o poi, di ribellarsi a chi le ha create, rivelando una prepotente e diabolica personalità umana, come se si dovesse attendere il giorno in cui gli oggetti rivendicheranno una loro volontà. E non sarà buona. Le sue fotografie si collocano così in uno spazio di confine tra la visione immaginifica, il racconto del reale e l’orizzonte di attesa dello spettatore. La mostra è accompagnata dal catalogo Vice versa edito da Contrasto, con testi di Walter Guadagnini e Cristiana Perrella.

fino al 2 marzo

Studio Trisorio, riviera di Chiaia, Napoli

info: www.studiotrisorio.com