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La scuola Grande di san Rocco apre all’arte contemporanea

La scuola Grande di San Rocco, che ospita il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo Tintoretto, si apre all’arte moderna e contemporanea con il progetto san Rocco contemporaneo: in dialogo con Tintoretto. A cura di Stefano Cecchetto e Giorgio Baldo, il progetto mette in relazione cinque grandi artisti del Novecento internazionale con l’opera del maestro manierista. Il primo appuntamento di questo ciclo, dal 24 maggio al 3 novembre, è dedicato alla figura di Emilio Vedova, un protagonista della scena internazionale del Novecento, e per la prima volta saranno esposte le sue opere che testimoniano il profondo legame che il giovane Vedova sentiva verso l’opera di Tintoretto fino alla maturità dei lavori più recenti, in una mostra realizzata in collaborazione da arciconfraternita scuola Grande di san Rocco e fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Si potranno vedere gli studi di Vedova dal Tintoretto, realizzati in epoche diverse fin dal 1936, due sculture e una grande tela degli anni Sessanta fino al ciclo degli Oltre che l’artista realizzò nel 1985, in un ideale percorso che ritrova Vedova nei luoghi di Tintoretto. Le opere direttamente riferite a Jacopo Tintoretto saranno esposte, secondo il progetto di Germano Celant, Fabrizio Gazzarri e Stefano Cecchetto, come in un ideale viaggio e dialogo nel tempo quasi lo spettatore possa rivivere e percepire lo sguardo attento e sensibile che provocò Vedova in quella situazione di forte attrazione mentre il ciclo degli Oltre verrà installato nella sala Terrena tra le colonne della navata centrale. Tintoretto, per Emilio Vedova, è stato molto di più di un antico maestro di riferimento e ha costituito il supporto principale della sua formazione artistica. Questo percorso permette di sottolineare l’impeto e la forza di una conversazione lacerazione; partendo dall’inizio, dai primi esercizi di stile, peraltro già marcati da una forte personalità, si potrà comprendere lo sviluppo di quello che in seguito diventerà la cifra stilistica di uno dei grandi protagonisti della scena internazionale del Novecento. Quest’anno Emilio Vedova parla a tutta la città di Venezia e anche Oltre, per usare un titolo di un suo famoso ciclo. Addirittura In continuum e con un linguaggio Plurimo, sempre per utilizzare le parole di Vedova, perché, grazie all’impegno della fondazione Emilio e Annabianca Vedova, le sue opere, oltre alla scuola Grande di san Rocco, abiteranno i più prestigiosi luoghi culturali cittadini, dal museo Correr a Ca’ Pesaro e Ca’ Rezzonico,in collaborazione con la fondazione Musei civici di Venezia, e alle Zattere, nel suo antico spazio dove saranno i suoi Cosiddetti Carnevali e, in un parallelo gioco intellettuale con le sculture di Roy Lichtenstein, sempre negli spazi della fondazione, ai Magazzini del sale.

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