Berengo Gardin a palazzo Reale

Gianni Berengo Gardin ha sempre camminato sul filo fra arte e populismo cercando di non prendere mai una posizione precisa in merito. Vicino, per generazione, alla New wave italiana (che raccoglieva, Luigi Ghirri, Gabriele Basilico e Guido Guidi) il fotografo ha mantenuto un profilo ambiguo che se per certi versi ricordava il gruppo, per altri se ne distaccava. Vicino ai suoi contemporanei nell’intendere lo scatto (e i suoi protagonisti) in un’ottica anti trionfalistica, bassa come un parlare sommesso; ma lontano da Ghirri e compagni per una mancata base teorica del suo operato che unisse e amalgamasse ogni sua produzione. Questa mancanza è stata trasformata dal fotografo in libertà di spaziare fra soggetti e temi portandolo a collezionare più di 200 libri fotografici. È proprio a questa impossibilità di etichettare Berengo Gardin che viene impostata la sua personale che, dopo Venezia, approda a palazzo Reale a Milano arricchendo i già 180 scatti con una quarantina di foto dedicate alla città lombarda e alla sua gente. Info: www.comune.milano.it

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