Una rilettura del nostro paese proposta con un’operazione di cancellazione ben visibile nell’opera del 2012, la grande tela in cui l’immagine dell’Italia viene quasi completamente schermata da un muro di mattoni neri. È Modello Italia, uno dei lavori più significativi di Emilio Isgrò, l’artista contemporaneo italiano che suggerisce un modo per cancellare l’atmosfera di crisi e degrado sociale e ricordare i motivi per cui l’Italia per anni ha rappresentato un blasone riconosciuto in tutto il mondo. La firma artistica di Isgrò è la cancellazione. Un gesto attraverso il quale l’artista non nega, ma libera la lettura dandone nuovi e diversi significati. Inaugurata alla Galleria nazionale d’arte moderna la mostra a lui dedicata Emilio Isgrò Modello Italia (2013 – 1964) e curata da Angelandreina Rorro in cui vengono presentate le opere realizzate a partire dal 1964, proseguendo l’excursus sul lavoro dell’artista iniziato nel 2008 dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato con Dichiaro di essere Emilio Isgrò.
L’intento della Rorro è quello di aggiornare e permettere una visione a tutto tondo di un uomo poliedrico e ancora così attuale, non solo artista ma anche poeta, scrittore, giornalista, drammaturgo e teorico. In alcune opere il simbolo della cancellazione sono le formiche, come in Sbarco a Marsala (2010), dove tanti piccoli insetti ricoprono quattro pianoforti e la statua di Giuseppe Garibaldi, icona dell’unità d’Italia. O come in I come Italia, dove rivestono interamente la lettera I che si staglia su una grande pagina bianca e in Fratelli d’Italia (2009), dove sempre loro formano l’immagine dello Stivale. In altre opere le formiche sono sostituite da sciami di api come in La Costituzione delle api (2010) e La Costituzione cancellata (2010) o in L’Italia che dorme (2010) in cui, posandosi sui testi della Costituzione lasciano trapelare solo alcune parole. Compare anche una serie di opere in cui oggetto della cancellazione sono i giornali italiani, pagine che affrontano temi molto diversi tra loro ma espressione della realtà più attuale del nostro paese, un invito a pensare ad un futuro migliore. Fino al 6 ottobre, Galleria nazionale d’arte moderna, viale delle Belle Arti 131, Roma. Info: http://www.gnam.beniculturali.it








