Characters è il titolo della personale di Andy (1971, Monza), in mostra alla galleria Made4art. Non passa inosservato Andy, artista multi sfaccettato e di successo che si esprime sia con mezzi pittorici che nel campo musicale, fondatore dei Bluvertigo, compositore di colonne sonore, conduttore di programmi televisivi e radiofonici. Un gran via vai di gente ha preso parte all’inaugurazione anche solo per conoscere un personaggio tanto ammirato, che desta curiosità e interesse. Curata da Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo, l’esposizione presenta varie opere fluo che rappresentano ritratti di icone dello spettacolo, di modelle, di amici speciali. Dai colori punk e dallo sguardo magnetico i suoi ritratti scatenano grande gioia, freschezza. «Questa mostra è un punto di transizione perché sento che sta arrivando una nuova fase. In genere i miei quadri sono molto più caotici. Questa esposizione è dedicata all’estrapolazione dei volti protagonisti dei miei dipinti – racconta Andy – quindi ho voluto concentrarmi solo sui caratteri, sui volti. Ho voluto realizzare una mostra celebrando questo momento di transizione della mia pittura. Sono icone che mi hanno particolarmente colpito e segnato. Ho inseguito l’inconsapevole ricerca della bellezza e carisma». All’entrata si nota anche un antico grammofono, rivisitato da Andy e riproposto in una veste contemporanea: un acrilico fluosu legno e ottone dal quale fuoriesce una musica nuova. «Da diversi anni ho fatto uscire come se fosse un virus il dipinto che va a invadere la tridimensionalità. Ho eseguito diversi complementi d’arredo facendo un nuovo barocco chiamandolo appunto Barock. Nel caso del grammofono è un esperimento un po’ più splatter. Qualcosa di antico che viene modernizzato che diventa un lettore iPod o iPhone, con all’interno un meccanismo digitale completamente differente da quella che era la sua funzione di un tempo – spiega – è un po’ quello che sta capitando a me. Con tremendo disagio mi sto adeguando a questa nuova epoca. Sotto questo aspetto colorato, divertente di questo grammofono c’è una profonda tristezza, nei confronti dell’obsolescenza programmata che è protagonista di ogni oggetto fabbricato oggi, rispetto agli oggetti fabbricati un tempo. Non voglio farne assolutamente un discorso conservatore però una parte di disagio nei confronti della nuova realtà è totale per me. Ma non sono uno di quegli artisti che dipinge il malessere, anzi cerco una sorta di realtà parallela, di Cartunia. Cerco di metterci solo positività e colore, dove il colore visto come massima positività». Fino al 2 luglio, via Voghera 14, Milano. Info: http://www.made4art.it


