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      <title><![CDATA[InsideMyArtSpace]]></title>
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			<title><![CDATA[Talent Prize, parte la terza edizione]]></title>
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					<description><![CDATA[<img width="200" height="270" align="left" src="/img/upload/image/facebook.jpg" alt="" />Dal 2008, anno del debutto, il <strong>Talent prize</strong> &egrave; cresciuto. Lo dicono i numeri dei partecipanti in progressivo aumento (quasi mille nel 2009), e lo dice soprattutto il rinnovato entusiasmo espresso dagli organizzatori, dalla giuria, dal mondo dell&rsquo;arte e dei suoi protagonisti. Al via quindi la terza edizione, presentata oggi nella Sala rossa della <b>Fondazione Roma</b>, fin dall&rsquo;inizio promotrice dell&rsquo;evento insieme alla Guido Talarico editore, con l&rsquo;importante partnership del <b>Comune di Roma</b> e con tre sponsor d&rsquo;eccezione: oltre alla stessa <b>Fondazione Roma </b>(main sponsor)<b>, </b>anche <b>Editalia</b> del gruppo Poligrafico e Zecca dello Stato e il <b>Gruppo Sole 24ore</b>. Formula che vince, non si cambia, o quasi. A cominciare dalla giuria composta da prestigiose conferme e new entry d&rsquo;eccezione: <b>Emmanuele F. M. Emanuele</b>, presidente della Fondazione Roma e dell&rsquo;Azienda speciale Palaexpo; <b>Luca Massimo Barbero</b>, direttore del Macro; <b>Eduardo Cicelyn</b> (per la prima volta in giuria), direttore del Madre di Napoli;<b> Alberto Fiz, </b>direttore artistico del Marca di Catanzaro; <b>Anna Mattirolo,</b> direttrice del Maxxi arte; <b>Ludovico Pratesi,</b> direttore artistico di Palazzo Fabroni; <b>Patrizia Sandretto Re Rebaudengo</b>, presidente della fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; <b>Guido Talarico</b>, editore e direttore di Inside Art; <b>Gianluca Winkler</b>, direttore generale dell&rsquo;Hangar Bicocca.. <br /><br />&laquo;Una giuria &ndash; ha commentato Talarico durante la conferenza stampa &ndash; che rappresenta al meglio i due sistemi dell&rsquo;arte contemporanea italiana, quello pubblico e quello privato, per dare un contributo tangibile ai giovani talenti. Mi auguro per questa terza edizione di proguire sulla strada intrapresa e fare sistema, puntando anche a uno sbocco fuori dai confini nazionali&raquo;. Un premio innovativo e di grande respiro. &laquo;Noi giurati siamo spinti anche dalla curiosit&agrave; e dal desiderio di conoscere la realt&agrave; del contemporaneo, vedere storie, nuove narrazioni&raquo;, ha spiegato Barbero. &laquo;Il Talent &egrave; una piattaforma per conoscere, scoprire e premiare la giovane arte italiana&raquo;, ha aggiunto Pratesi. Piena soddisfazione anche dell&rsquo;assessore alla cultura capitolina Umberto Croppi per un&rsquo;iniziativa che proietta Roma nell&rsquo;alveo della contemporaneit&agrave;. Anche quest&rsquo;anno il Talent prize sar&agrave; curato da <strong>Nicoletta Zanella</strong>: &laquo;E per la terza edizione &ndash; assicura &ndash; l&rsquo;iniziativa ha confermato la sua utilit&agrave; e seriet&agrave;&raquo;. <br /><br />Quindi, tutti pronti ai nastri di partenza. Il premio &egrave; aperto a tutti gli artisti, nati a partire dal 1971 e residenti in Italia che vogliano presentare una loro opera di pittura, scultura, fotografia o video. In palio 10mila euro, una mostra, un catalogo e tanta visibilit&agrave;. A questa terza edizione si aggiungono, inoltre, il premio speciale della Fondazione Roma, il riconoscimento della redazione di Inside Art e una votazione online aperta a tutti. Per inviare il materiale c&rsquo;&egrave; tempo fino al <b>15 giugno</b>. La partecipazione &egrave; gratuita.<br /><br /> Tutte le informazioni, il bando e la domanda di partecipazione sul sito ufficiale <a href="http://www.talentprize.it" target="_blank">www.talentprize.it</a>.]]></description>
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					<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:22:00 +0100</pubDate>
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			<title><![CDATA[Venezia, voglia di neorealismo]]></title>
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					<description><![CDATA[<img width="250" height="172" align="left" alt="" src="/img/upload/image/Gabriele_Salvatores_1.jpg" />Sesta giornata per la 67esima mostra del cinema di Venezia, bagnata dalla pioggia e dal bisogno di guardare al passato. Voglia di neorealismo moderno, in una rassegna cinematografica in sordina e, al contempo, impegnata, o quanto meno impegnativa.&nbsp; Nessun clamore eccessivo, nessuna star di Hollywood a cui rivolgere urla impazzite dei fan ammassati dietro le transenne del red carpet. Cinema, solo questo, sempre con nomi internazionali (basti vedere il successo di <strong>Sofia Coppola</strong> con &ldquo;Somewhwere&rdquo;, otto minuti di applausi) ma anche con molti registi italiani, che per quest&rsquo;edizione hanno sentito l&rsquo;esigenza di riscoprire parti e storie del nostro paese, per narrare e raccontare l&rsquo;evoluzione di un&rsquo;Italia vittima e carnefice di s&eacute; stessa. Un &ldquo;ritorno alle origini&rdquo; che porta i nomi di<strong> Salvatores</strong>, <strong>Amadei</strong>,<strong> Placido</strong>, <strong>Monica Maggioni</strong>. <br /><br /><strong>Gabriele Salvatores, </strong>domenica al Lido ha presentato nella sezione Fuori concorso, il suo<strong> &ldquo;1960&rdquo;</strong>, un documentario, pi&ugrave; che un film, realizzato interamente con il materiale video dell&rsquo;archivio <strong>Teche della Rai</strong> per raccontare il nostro paese durante il boom economico, per alcuni simbolo del miglior decennio di sempre. Scelte insolite, quelle dei registi a Venezia, di commedie neanche l&rsquo;ombra, poche le storie romantiche, molto stile di denuncia a 360 gradi. Perch&eacute; documentario non &egrave; sempre sinonimo di cronaca spicciola, resoconto sommario e frammentario, quanto invece, come afferma Salvatores &laquo;l&rsquo;esigenza di poter raccontare una realt&agrave; che, anche se passata, fa parte del tessuto sociale di un paese&raquo;.<br /><br />Il bisogno semplice e umano di ritrovare i filamenti di una maglia perduta, cercando di dare un senso nuovo al nostro quotidiano, attraverso la rivisitazione di una storia incancellabile. Non c&rsquo;era solo il &ldquo;1960&rdquo; a essere stato apprezzato dalla critica, anche il lavoro di <strong>Aureliano Amadei</strong>, <strong>&ldquo;Venti sigarette&rdquo;</strong>, presentato nella sezione Controcampo Italiano, con una tenera e convincente Carolina Crescentini, ha ricevuto ben 14 minuti di applausi al termine della proiezione e una standing ovation delle migliori. Forse &egrave; il suo il film destinato a suscitare maggior clamore nel prossimo futuro. Quel lavoro girato e pensato, fortemente voluto, dall&rsquo;unico superstite italiano, Amadei appunto, nella strage di Nassirya in Iraq che il 12 novembre 2003 segn&ograve; la morte di 19 italiani impegnati sul territorio. Prima del film c&rsquo;era stato il libro, poi il lavoro cinematografico autobiografico che tenta di far luce, o quanto meno far riflettere pi&ugrave; a fondo sulla veridicit&agrave; delle nostre &ldquo;missioni di pace&rdquo;.  Il film, distribuito da Cinecitt&agrave; Luce, con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli racconta la storia vera del regista. Un ventottenne anarchico e antimilitarista, precario nel lavoro che riceve l'offerta di partire subito per lavorare come aiuto regista in un film da girare in Iraq, al seguito della missione di pace dei militari italiani. Nonostante le critiche degli amici, della sua compagna-amica Claudia (Crescentini) Aureliano parte. Si ritrova in quel mondo militare dove incontra un'umanit&agrave; inaspettata, al seguito di Stefano Rolla (Colangeli) il regista che lo ha coinvolto in un film da girare. Aureliano non fa in tempo a finire un pacchetto di sigarette che si ritrova nel mezzo dell'attentato alla caserma di Nassiriya del 12 novembre 2003. L&rsquo;obiettivo ultimo del lavoro? Svelare la natura di una guerra di cui in Italia si fa finta di sapere tutto. <br /><br />E poi il lavoro di <strong>Monica Maggion</strong><strong>i &ldquo;Ward 54&rdquo; </strong>per raccontare sempre la stessa guerra di Amadei, ma da un altro punto di vista: quello delle truppe dell&rsquo;esercito statunitense e le storie private e umane di uomini che oltre a morire in guerra si tolgono la vita perch&eacute; impossibilitati ad andare avanti. Unico neo in questo cartellone di nuovo neorealismo &egrave; stato il film di<strong> Piergiorgio Gay</strong>,<span style="font-weight: bold;"> </span><strong>Niente paura</strong>, con il contributo delle canzoni di Luciano Ligabue, per raccontare a suon di musica, il nostro paese. Il lavoro &egrave; apparso retorico e inconcludente, approssimativo ed esageratamente nostalgico.<br /><br />Oggi &egrave; la volta di un altro docu-film, firmato da<strong> Michele Placido</strong> con Kim Rossi Stuart, ormai nome forte nelle pellicole del regista pugliese. In <strong>Vallanzasca: gli angeli del male</strong>, Placido ricostruisce la storia del super criminale Renato condannato a quattro ergastoli dopo che negli anni Settanta il suo nome &egrave; stato coinvolto nei fatti pi&ugrave; eclatanti e terribili di cronaca nera, terrorismo, omicidi e sequestri. L&rsquo;aspettativa per Palcido &egrave; quella di trovare il film meno surrealista rispetto a quello che il regista aveva presentato a Venezia lo scorso anno &ldquo;Il grande sogno&rdquo; sulle rivolte studentesche del Sessantotto. Nel cast anche l&rsquo;attuale compagna del regista, Federica Vincenti.]]></description>
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					<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ritratti dell'ebraismo]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=74223</link>
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					<description><![CDATA[<img width="250" height="189" align="left" alt="" src="/img/upload/image/Dan_rec__panchine_I_90x120__acrilico_su_tela__2010.jpg" />Grande successo per la mostra <strong>Ritratti: storia dell&rsquo;ebraismo</strong>, inaugurata il 5 settembre alla Ermanno Tedeschi gallery di Roma in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, che quest&rsquo;anno aveva come tema L&rsquo;arte e l&rsquo;ebraismo. L&rsquo;evento ha accolto pi&ugrave; di cinquecento persone tra pubblico spontaneo, critici, artisti ed esponenti della comunit&agrave; ebraica di Roma, dal Capo Rabbino Rav Riccardo Di Segni a Claudio Procaccia, direttore dell&rsquo;Archivio storico della comunit&agrave;.<br /><br />La mostra, in cui sono stati presentati i lavori di <strong>St&eacute;phane Zerbib</strong>, artista di origine francese che vive e lavora a Tel Aviv, e di <strong>Dan.Rec</strong>, si presenta come un dialogo aperto tra Israele e la comunit&agrave; ebraica di Roma. Dan.Rec e Zerbib si confrontano sulle rappresentazioni visive del ritratto e delle architetture, quelle Bauhaus di inizio Novecento di Tel Aviv (Zerbib), e quelle storiche che caratterizzano l&rsquo;immagine di Roma (Dan.Rec). Da qui si evincono le interpretazioni degli artisti che riflettono, attraverso i loro sguardi e le loro percezioni, due citt&agrave; cariche di un passato imponente, visioni significative del presente e costantemente proiettate verso il futuro.<br /><br />Fotografie di edifici o parte di essi, persone e volti si combinano tra loro, dando luogo a una serie di episodi che raccontano la nascita dello Stato d&rsquo;Israele e le vicende dell&rsquo;ex ghetto ebraico. Usando la memoria, il mezzo fotografico e la loro personale visione artistica, Dan.Rec e St&eacute;phane Zerbib creano originali rappresentazioni all&rsquo;interno di in un contesto che sembra passare oltre i limiti dell'immagine stessa, dando origine ad una poetica soggettiva che ridisegna momenti e posti significativi, sottolineandone particolari aspetti colti dal reale. Si possono cos&igrave; scorgere i volti noti di Ben Gurion e Golda Meir a fianco ai ritratti dei proprietari dello storico bar Tot&ograve; in Via del Portico d&rsquo;Ottavia; Moshe Dayan vicino al capo Rabbino emerito Rav Elio Toaff; e ancora tre splendide opere in bianco e nero rappresentanti i momenti di vita quotidiana nell&rsquo;ex ghetto.<br /><br />I due artisti, di et&agrave; e nazionalit&agrave; diverse, sono eterogenei anche nella tecnica. Dan.Rec realizza i suoi lavori mediante un procedimento che parte dalla fotografia digitale e, attraverso la grafica vettoriale, giunge alla pittura. La peculiarit&agrave; di Zerbib sta invece nell&rsquo;usare gli stickers in vinile come fossero un pigmento che va ad applicare sulla tela o sul perspex, creando immagini fortemente rappresentative nel loro contrasto tra bianco e nero. Nasce in questo modo l&rsquo;incontro tra due realt&agrave; diverse, alla ricerca di un dialogo possibile grazie all&rsquo;arte che non ha tempo e non ha luogo, ma simboleggia una storia che accomuna gli ebrei di tutto il mondo.]]></description>
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					<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fra uomo e ambiente]]></title>
				<link>http://www.insidemyartspace.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=74199</link>
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					<description><![CDATA[In occasione della dodicesima mostra internazionale di architettura, alla Biennale di Venezia, si svolge <strong>Culture_nature</strong>, green ethics-habitat enviroment: un gigantesco evento anche se a misura d&rsquo;uomo. Il tema infatti ruota attorno al vorticoso incontro tra uomo, architettura e ambiente vissuto da artisti, intellettuali, progettisti, registi,  uomini di spicco e semplici mammiferi rientranti in questa terza fase millenaria contemporanea.  <br /><br />Temi di una profondit&agrave; paragonabile al colore del petrolio, anche se proprio quest&rsquo;ultimo, oggi pi&ugrave; che mai destinato a scomparire, viene abbandonato in favore di energie naturali come afferma Fortunato D&rsquo;Amico, uno dei curatori dell&rsquo;evento. Video istallazioni, opere artistiche, musica, dialogano insieme per riflettere sul destino del mondo tra informatori del settore della stampa, espositori di architettura come Benedetto Camerana, o di arte come Alessandro Girami, docenti provenienti da varie universit&agrave;, da quella di Torino fino a quella della East China Normal University di Shangay.<br /><br />Fino al 21 novembre <br />Spazio Thesis<br />Arsenale Novissimo, Venezia<br />Info: 0289404694; <a href="http://www.culturenature.it " target="_blank">www.culturenature.it    </a><br />]]></description>
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					<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vitaliano, eroi e miti]]></title>
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					<description><![CDATA[<img width="240" height="207" align="left" src="/img/upload/image/vitaliano.jpg" alt="" />A palazzo Ducale di Genova prende il via la prima mostra personale pubblica dell&rsquo;artista <strong>Vitaliano</strong>, Eroi e miti. Memento audere semper. La personale, che sar&agrave; visibile fino al 24 settembre, raccoglie 24 tele di grande formato, dedicate all&rsquo;archetipo dell&rsquo;eroe, tra miti classici e attualit&agrave;.<br /><br />L&rsquo;artista utilizza una tecnica mista in cui affronta l&rsquo;eroismo in ogni ambito della vita, dallo sport, all&rsquo;arte, alla spiritualit&agrave;. Il motto latino &quot;Memento audere semper&quot; non intende rievocare i fasti dannunziani, quanto riaffermare il valore del coraggio nella vita di tutti i giorni: Vitaliano svela nei volti ritratti nelle opere esposte, la capacit&agrave; di saper vivere gli aspetti veri della vita, il coraggio di fare scelte radicali, ma soprattutto ispirate.<br /><br />Nelle tele sono ritratti personaggi paradigmatici, uomini, donne e semidei che incarnano i diversi aspetti della virt&ugrave; eroica in ogni campo dell&rsquo;agire umano, dalla religione all&rsquo;arte, dal mito allo sport. Accanto a eroi classici come Icaro, Ulisse, Leda e a quelli biblici, come David, la Vergine Maria e Cristo, Vitaliano allinea una carrellata di paladini moderni e postmoderni, da Andy Warhol a Marilyn Monroe, dal Dalai Lama ai calciatori Angelo Palombo e Mario Balotelli.<br /><br />La ricerca pittorica di Vitaliano si muove, dunque, tra passato e presente, cogliendo ispirazione tanto dalla storia dell&rsquo;arte quanto dall&rsquo;attualit&agrave;, esprimendosi attraverso un linguaggio sospeso tra la maniera antica e gli stilemi pi&ugrave; accattivanti del pop. Nella sua pittura calciatori, maestri spirituali, artisti, attrici, modelle e personaggi della mitologia classica entrano a far parte di una nuova epica del quotidiano.<br /><br />Info: <a target="_blank" href="http://www.palazzoducale.genova.it">www.palazzoducale.genova.it</a>.]]></description>
					<category></category>
					<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 00:00:00 +0200</pubDate>
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