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	<title>INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2026 13:11:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Philippe Vergne nominato direttore artistico del Bass Museum di Miami Beach</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/philippe-vergne-nominato-direttore-artistico-del-bass-museum-di-miami-beach/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lana Blanc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 13:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Miami]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
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					<description><![CDATA[Philippe Vergne lascerà il Museo Serralves di Porto dopo sette anni per guidare il museo di Miami Beach nel progetto di ampliamento previsto entro il 2027 ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Bass Museum </strong>di <strong>Miami Beach </strong>ha annunciato la nomina di <strong>Philippe Vergne</strong> come nuovo direttore artistico. Il curatore francese, alla guida del Museu Serralves di Porto dal 2019, assumerà il nuovo incarico dal 1° ottobre, in un momento cruciale per l’istituzione americana impegnata in un importante progetto di ampliamento destinato a trasformarne le attività entro il 2027. La nomina segna l’avvio di una nuova fase di sviluppo per il museo d’arte contemporanea della Florida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondato nel 1963 grazie alla donazione di circa 500 opere d’arte europea, dal XV al XX secolo, da parte dei collezionisti John e Joanna Bass, il museo ha sede nell’ex biblioteca pubblica di Miami Beach, in un edificio Art Déco progettato da <strong>Russell Pancoast</strong>. Nel tempo, il Bass ha progressivamente ampliato spazi e collezione, rafforzando il proprio orientamento verso l’arte contemporanea. Tra le tappe fondamentali della sua crescita figura il campus di Collins Park firmato da Arata Isozaki nel 1995, oggi parte di un insieme che conta oltre 3.000 opere.</p>







<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo capitolo per il Bass Museum con Philippe Vergne</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vergne succede al curatore capo James Voorhies. La creazione della nuova figura di direttore artistico nasce dal dialogo con <strong>Silvia Karman Cubiñá</strong>, direttrice generale del museo dal 2008 e sua collaboratrice di lunga data. Il nuovo assetto riflette una visione curatoriale condivisa, costruita attorno a sensibilità e interessi comuni: «Spesso ci piacciono, e sosteniamo, gli stessi artisti», ha spiegato Vergne, citando Allora &amp; Calzadilla, presenti nella collezione del Bass e protagonisti di una mostra al Serralves nel 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della sua carriera, Vergne ha ricoperto ruoli apicali in istituzioni come il MoCA di Los Angeles, la Dia Art Foundation di New York e il Walker Art Center di Minneapolis, oltre a co-curare la Biennale del Whitney del 2006 con Chrissie Iles e a realizzare mostre dedicate ad artisti come Kara Walker, Yves Klein e Mike Kelley. Il curatore ha dichiarato che il nuovo incarico segna anche il desiderio di un ritorno più diretto alla pratica curatoriale e al lavoro con gli artisti: «Mi è parso chiaro che ero giunto a un momento in cui volevo privilegiare il lavoro con gli artisti e le comunità», ha affermato, sottolineando come gli interventi architettonici possano ridefinire l’identità delle istituzioni.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il Bass Museum di Miami Beach</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, il Bass Museum di Miami Beach si prepara a un importante ampliamento con la realizzazione di un nuovo padiglione progettato dallo studio losangelino Johnston Marklee, finanziato in parte da un contributo municipale di 20,1 milioni di dollari. Il progetto prevede entro la fine del 2027 l’aggiunta di circa 2.000 metri quadrati di spazi espositivi, ricavati dalla riconversione di un ex parcheggio, insieme a nuove sale dedicate alla collezione permanente, un patio esterno e aree destinate agli eventi pubblici. L’intervento si inserisce in un più ampio piano di sviluppo dell’istituzione, che punta a rafforzare la propria infrastruttura culturale e la capacità espositiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le mostre attualmente in programma figurano una personale dedicata alle fotografie di Jack Pierson e la proiezione di <em>Zidane: A 21st Century Portrait</em> di Douglas Gordon e Philippe Parreno, prevista fino al 19 luglio in occasione dei Mondiali di calcio del 2026.</p>
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		<title>States of Motion, quando l&#8217;arte sale a bordo di uno yacht</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/states-of-motion-quando-larte-sale-a-bordo-di-uno-yacht/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:13:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Floating art hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Abramovic]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Calzolari]]></category>
		<category><![CDATA[Shirin Neshat]]></category>
		<category><![CDATA[States of Motion]]></category>
		<category><![CDATA[Tomás Saraceno]]></category>
		<category><![CDATA[yacht]]></category>
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					<description><![CDATA[La mostra, visitabile soltanto dagli ospiti selezionati, riunisce a bordo dello yacht opere di artisti internazionali come Marina Abramović, Shirin Neshat e Tomás Saraceno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo dell’arte contemporanea, dove il confine tra esposizione culturale e spettacolo di lusso si fa sempre più labile, arriva una nuova mostra che sembra portare all’estremo questa tendenza elitaria. Ormai non servono più musei né una gallerie prestigiose per accedere a certe esperienze: basta salire a bordo di uno yacht trasformato in hotel galleggiante, dove la mostra <em>State of Motion</em> diventa parte di un&#8217;esperienza riservata a pochi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il suo viaggio inaugurale, il <em>Floating Art Hotel</em> è stato presentato come un esperimento senza precedenti tra arte e ospitalità, un club privato itinerante che ha scelto come prima tappa <strong>Monaco</strong>, per poi proseguire verso <strong>Miami</strong>,<strong> Hong Kong</strong> e <strong>Abu Dhabi</strong>, città descritte dagli organizzatori come centri nevralgici della cultura globale. A bordo, però, non c’è spazio per le masse: le suite sono appena quattordici e l’accesso è regolato da una selezione rigidissima che riunisce “collezionisti, fondatori e figure culturali” scelti con estrema cura. L’idea è quella di costruire un ambiente chiuso e altamente controllato, dove ogni dettaglio contribuisce a un senso di esclusività assoluta.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">L’esperienza promessa va ben oltre il soggiorno: servizi da hotel a cinque stelle, programmi benessere personalizzati e un accesso privilegiato al mondo della <strong>Formula 1</strong>, con la possibilità di assistere alle gare da punti di osservazione riservati. Per gli ospiti delle residenze più prestigiose sono previsti ingressi dedicati al Paddock Club e alla pit lane, mentre una rete continua di trasferimenti privati in tender collega lo yacht alla costa, eliminando di fatto ogni contatto con la folla. La mostra <em>States of Motion</em> è stata concepita su misura per questo contesto e ruota attorno all’idea del movimento non come semplice rappresentazione, ma come stato fisico e percettivo. Il progetto riunisce artisti di rilievo internazionale come <strong>Marina Abramović</strong>, <strong>Pier Paolo Calzolari</strong>, <strong>Shirin Neshat</strong> e <strong>Tomás Saraceno</strong>, le cui opere esplorano linguaggi differenti ma convergono in una riflessione comune sul rapporto tra corpo, spazio e sistema contemporaneo. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">A capo del progetto si trova <strong>Gaelle Jaunay Calendini</strong> &#8211; ex videoartista francese oggi impegnata nella produzione di eventi e progetti creativi su larga scala &#8211; che descrive il <em>Floating Art Hotel</em> come un punto d’incontro tra arte, intrattenimento e cultura dell’esperienza. La sua visione punta a concentrare in uno stesso spazio ambiti diversi come arte, sport e lifestyle, affidandosi alla selezione di un pubblico accuratamente scelto, considerato parte integrante dell’opera stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E proprio in questa scelta si apre una questione più ampia: quando il pubblico agisce come un elemento selezionato, l’arte contemporanea &#8211; già spesso percepita come distante o elitaria &#8211; rischia di perdere del tutto la sua funzione di interlocuzione collettiva. Non si limita più a rivolgersi a pochi: semplicemente, smette di rivolgersi alle masse. <em>States of Motion</em> diventa così sintomo di un cambiamento allarmante: un’arte sempre più intrecciata con l’intrattenimento di lusso, la selezione sociale e l’esperienza esclusiva come forma di valore.</p>



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		<item>
		<title>La scultura di nuvole di Fujiko Nakaya trasforma la Bourse de Commerce</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/la-scultura-di-nuvole-di-fujiko-nakaya-trasforma-la-bourse-de-commerce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lana Blanc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 09:34:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
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		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
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		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 4 giugno al 14 settembre 2026, la rotonda progettata da Tadao Ando per la Bourse de Commerce – Collection Pinault accoglierà Cloud #07156 di Fujiko Nakaya]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Realizzata per la mostra «Clair-obscur», l’installazione di nebbia di <strong>Fujiko Nakaya </strong>avvolge la rotonda della <strong>Bourse de Commerce </strong>– <strong>Collection Pinault</strong>, trasformando lo spazio in una presenza atmosferica in continua mutazione che rilegge l’architettura di Tadao Ando attraverso il vapore. L’intervento ne altera la percezione, dissolvendo i confini dell’edificio in una nuvola artificiale di vapore d’acqua. La rotonda del museo viene progressivamente immersa in una massa di vapore prodotta da un sistema di pompe ad alta pressione e ugelli progettati su misura, che genera una nube densa e in costante mutazione.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Scultura di nebbia e spazio in dissolvenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera introduce nello spazio museale una presenza immateriale e mutevole: una nuvola di vapore d’acqua che ridefinisce continuamente i contorni dell’architettura, alterandone la percezione attraverso trasparenze intermittenti. Pioniera delle “sculture di nebbia” fin dagli anni Settanta, Nakaya ha sviluppato insieme all’ingegnere Thomas Mee un sistema di nebulizzazione ad alta pressione capace di generare ambienti instabili e in costante trasformazione, concepiti non come oggetti da contemplare, ma come esperienze da attraversare. In dialogo con la rotonda – spazio circolare, aperto e vertiginoso – la nebbia riduce la visibilità e dilata la percezione dello spazio, trasformandolo in un ambiente instabile e immersivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver abbandonato la pittura negli anni Sessanta, Nakaya ha sviluppato una ricerca pionieristica sulla nebbia come materiale plastico e percettivo. La foschia reagisce alle condizioni ambientali – correnti d’aria, temperatura e presenza dei visitatori – trasformandosi senza sosta e rendendo l’esperienza dell’opera instabile e attraversabile. Il dispositivo installativo mette così in tensione visibile e invisibile, facendo emergere e scomparire a intervalli la struttura in cemento della rotonda progettata da Tadao Ando. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Cloud #07156: atmosfera, percezione e architettura in trasformazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il titolo Cloud #07156 rimanda al codice della stazione meteorologica più vicina alla Bourse de Commerce, stabilendo un legame diretto tra la nuvola artificiale generata all’interno dello spazio espositivo e le condizioni atmosferiche reali della città. Il concetto giapponese di <em>ma</em>, inteso come intervallo relazionale tra elementi, introduce un’idea di spazio non come vuoto ma come campo attivo di percezione e relazione, reso visibile proprio dalla presenza della nebbia. Come osserva la curatrice Anne-Marie Duguet, le trasparenze fugaci della nebbia producono una forma di “anti-panopticon” che destabilizza lo sguardo e ridefinisce la percezione stessa dello spazio espositivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ambito della mostra «Clair-obscur», curata da Emma Lavigne con il contributo di Anne-Marie Duguet, l’opera si inserisce nel nucleo dedicato alla nebbia, in dialogo con lavori di Trisha Donnelly, Bruce Conner, Frank Bowling e Wolfgang Tillmans. Il confronto con l’architettura di Tadao Ando evidenzia un interesse condiviso per tempo, materia e percezione: il cilindro in calcestruzzo incornicia la rotonda storica, mentre la scultura di nebbia introduce uno strato atmosferico che ne modifica costantemente la lettura senza fissarne mai una forma definitiva.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il presidente della Commissione per le Belle Arti degli Stati Uniti ha partecipato al Forum di San Pietroburgo</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/il-presidente-della-commissione-per-le-belle-arti-degli-usa-ha-partecipato-al-forum-di-san-pietroburgo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 09:31:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[commissione belle arti]]></category>
		<category><![CDATA[forum economico]]></category>
		<category><![CDATA[rodney cook]]></category>
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		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[Rodney Mims Cook Jr. è intervenuto al Forum economico internazionale di San Pietroburgo in un dibattito dedicato ai rapporti culturali tra Stati Uniti e Russia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non è stato un politico né un diplomatico di carriera, ma il presidente della Commissione per le Belle Arti degli USA. La partecipazione di Rodney Mims Cook Jr. al Forum economico internazionale di San Pietroburgo ha assunto un valore simbolico soprattutto per il profilo del suo incarico: dal 2025 guida infatti l&#8217;organismo federale che supervisiona i principali progetti architettonici, monumentali e urbanistici della capitale americana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Architetto, sostenitore dell&#8217;estetica classica e figura vicina all&#8217;amministrazione Trump, Cook è intervenuto nel panel &#8220;Russia-USA: dialogo tra culture&#8221;, dedicato al ruolo del patrimonio artistico e della cooperazione culturale nelle relazioni tra i due Paesi. Nel suo intervento ha ricordato il lungo rapporto personale con la cultura russa, maturato attraverso restauri, studi e collaborazioni sviluppate nel corso di diversi decenni.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata dedicata ai progetti di conservazione del patrimonio storico ai quali ha partecipato in Russia, tra cui il recupero del Monastero della Nuova Gerusalemme e del complesso di Arkhangelskoye, una delle più importanti residenze aristocratiche nei dintorni di Mosca. Cook ha inoltre raccontato come l&#8217;architettura e la tradizione culturale russa abbiano influenzato anche alcuni suoi lavori negli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua presenza si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo della cultura come strumento di dialogo in una fase in cui gli scambi istituzionali tra Russia e Occidente restano limitati. Accanto a lui sedevano alcune delle figure più influenti del panorama culturale russo, tra cui il direttore del Museo Statale dell&#8217;Ermitage, Mikhail Piotrovsky, il ministro della Cultura Olga Lyubimova e il direttore d&#8217;orchestra Valery Gergiev. Uno dei temi emersi durante il confronto è stato il possibile contributo delle istituzioni culturali nel mantenere aperti canali di comunicazione al di là delle divergenze politiche. In questa prospettiva, il patrimonio artistico, la tutela dei monumenti e la cooperazione museale sono stati indicati come ambiti capaci di favorire forme di dialogo che sopravvivono alle oscillazioni della diplomazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei giorni precedenti al forum, Cook aveva inoltre consegnato a un monastero di San Pietroburgo una copia dell&#8217;icona di Sitka della Theotokos, gesto interpretato dagli organizzatori come un segnale di continuità nei rapporti culturali e religiosi tra le due sponde del Pacifico.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="336031" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/HKHCGV5PVXMMGVYH635W3RLJKI-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-336031" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/HKHCGV5PVXMMGVYH635W3RLJKI-1-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/HKHCGV5PVXMMGVYH635W3RLJKI-1-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/HKHCGV5PVXMMGVYH635W3RLJKI-1-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/HKHCGV5PVXMMGVYH635W3RLJKI-1-1536x864.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/HKHCGV5PVXMMGVYH635W3RLJKI-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Torino, furto lampo da un milione di euro ad una casa d&#8217;aste</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/torino-furto-lampo-da-un-milione-di-euro-ad-una-casa-daste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[casa d'aste]]></category>
		<category><![CDATA[Casa d'aste Sant'Agostino]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[gioielli]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il gruppo di ladri avrebbe agito con precisione in meno di quattro minuti, rubando i pezzi più preziosi della collezione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella notte tra il <strong>6</strong> e il <strong>7 giugno</strong>, la <strong>Casa d’Aste Sant’Agostino</strong> di <strong>Torino</strong>, storica realtà del settore in corso Alessandro Tassoni, è stata colpita da un furto rapido e mirato. In appena quattro minuti, alcuni ladri si sono introdotti nella struttura e hanno portato via gioielli e orologi per un valore stimato intorno al milione di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo una prima ricostruzione, il gruppo sarebbe entrato nell’edificio intorno alle quattro del mattino, riuscendo a superare i sistemi di sicurezza e a raggiungere direttamente le vetrine più preziose. L’azione, per modalità e velocità, lascia pensare a una banda organizzata e con esperienza specifica nel settore. I malviventi avrebbero agito con precisione, colpendo esclusivamente le teche che custodivano i pezzi di maggior valore e utilizzando mazze e un flessibile per forzarle, mentre l’allarme era già in funzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="387" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/casa-daste-santagostino-1024x387.webp" alt="" class="wp-image-335989" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/casa-daste-santagostino-1024x387.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/casa-daste-santagostino-600x227.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/casa-daste-santagostino-768x291.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/casa-daste-santagostino-1536x581.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/casa-daste-santagostino.webp 1850w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Gli investigatori ritengono infatti che l’obiettivo non fosse sottrarre quanto più possibile, ma selezionare con attenzione gli oggetti più pregiati. Tra i beni rubati figurano diamanti, zaffiri, smeraldi e altri gioielli di alto livello, scelti tra i lotti destinati alla vendita. Tra questi si segnala anche un anello di manifattura colombiana con uno smeraldo da quattro carati. Il valore complessivo del bottino è stato stimato sulla base delle valutazioni d’asta, e avrebbe potuto crescere ulteriormente in occasione della vendita prevista per il 9 e il 10 giugno, quando i pezzi sarebbero stati proposti a collezionisti e appassionati.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="686" height="386" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/hq720.jpg" alt="" class="wp-image-335990" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/hq720.jpg 686w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/hq720-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 686px) 100vw, 686px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il furto colpisce inoltre per il contesto in cui è avvenuto: a ridosso di un’asta dedicata al gioiello d’autore e all’alta manifattura italiana ed europea, con una selezione di creazioni che attraversano epoche e stili diversi, accomunate dalla cura artigianale e dalla ricerca estetica. La titolare della casa d&#8217;aste, <strong>Vanessa Carioggia</strong>, ha espresso il proprio sconcerto per quanto accaduto, sottolineando come la visione delle immagini del furto risulti scioccante. Ha inoltre ringraziato i carabinieri per il tempestivo intervento, precisando tuttavia che, al loro arrivo, i responsabili si erano già dileguati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al valore economico, resta ora il danno materiale alla struttura e il lavoro degli inquirenti, impegnati a ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’irruzione e a individuare eventuali elementi utili per risalire ai responsabili. Le indagini proseguono nel massimo riserbo, mentre la casa d’aste si trova a fare i conti con le conseguenze di un’azione tanto rapida quanto precisa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="550" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/santagostino-asta.webp" alt="" class="wp-image-335993" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/santagostino-asta.webp 800w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/santagostino-asta-600x413.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/santagostino-asta-768x528.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
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		<title>Al MAN di Nuoro Monica Biancardi racconta la Palestina</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/al-man-di-nuoro-monica-biancardi-racconta-la-palestina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:26:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
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					<description><![CDATA[Il museo ospita il progetto vincitore del PAC 2025 con undici fotografie che seguono per diciassette anni la vita di due gemelle beduine]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal <strong>24 aprile al 14 giugno 2026</strong> il MAN presenta <em>Il capitale che cresce</em> di <strong>Monica Biancardi</strong>, mostra a cura di <strong>Chiara Gatti </strong>e progetto vincitore del <strong>PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2025</strong>, promosso dalla <strong>Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura</strong>. Fulcro dell’esposizione è un nucleo di undici fotografie in bianco e nero realizzate tra il 2009 e il 2023, che documentano la crescita delle gemelle beduine Sara e Sarah, incontrate dall’artista durante i suoi viaggi in<strong> Palestina</strong>. Nel corso di diciassette anni, Biancardi ha costruito con le due giovani un rapporto fatto di fiducia e presenza discreta, restituendo attraverso lo sguardo fotografico un racconto intimo e stratificato.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="329036" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-329036" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1024x1024.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-600x600.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-300x300.jpeg 300w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-768x768.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1536x1536.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce.jpeg 1772w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="329035" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-329035" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1024x1024.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-600x600.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-300x300.jpg 300w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-768x768.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1536x1536.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce.jpg 1772w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Scattate con macchine analogiche di medio formato, le immagini coniugano rigore documentario e intensità poetica, seguendo non solo la trasformazione fisica delle protagoniste ma anche quella più profonda legata all’identità, ai ruoli sociali e alla progressiva limitazione delle libertà. Ogni ritratto si muove in equilibrio tra permanenza e cambiamento, dando forma a una narrazione silenziosa ma potente. Il percorso espositivo si amplia con una serie di lavori che ne rafforzano il contesto e la lettura: sette mappe incise su plexiglas tracciano la frammentazione del territorio palestinese dal 1917 a oggi; un video documenta il viaggio da Gerusalemme Est al villaggio di Hataleen; una selezione di disegni realizzati dai bambini della comunità evoca il mare, presenza vicina ma irraggiungibile, e quindi immaginata.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="329038" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-329038" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1024x1024.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-600x600.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-300x300.jpg 300w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-768x768.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1536x1536.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce.jpg 1772w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="329037" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/5-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-329037" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/5-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1024x1024.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/5-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-600x600.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/5-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-300x300.jpg 300w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/5-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-768x768.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/5-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce-1536x1536.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/5-Monica-Biancardi.-Il-capitale-che-cresce.jpg 1772w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Ad anticipare l’apertura, giovedì 23 aprile, il talk <em><strong>Il capitale che cresce: sguardi sulla Palestina che cambia</strong></em> vedrà la direttrice <strong>Chiara Gatti </strong>in dialogo con <strong>Monica Biancardi</strong>, offrendo un approfondimento sul progetto e sui suoi temi centrali: il tempo, la trasformazione e il diritto alla libertà. Completa la mostra una pubblicazione edita da Interlinea, con progetto grafico di <strong>Leonardo Sonnoli</strong> e contributi di <strong>Chiara Gatti</strong>, <strong>Lorenzo Benedetti</strong> e una conversazione tra<strong> Eyal Weizman</strong> e l’artista. Con <em>Il capitale che cresce</em>, il MAN ribadisce la propria vocazione a promuovere l’arte contemporanea come strumento di testimonianza e consapevolezza, capace di interrogare criticamente le trasformazioni delle geografie umane e culturali del presente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla scena berlinese a Venezia: l’intervento site-specific del collettivo MOLT</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/dalla-scena-berlinese-a-venezia-la-ricerca-performativa-del-collettivo-molt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lana Blanc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:15:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[MOLT, collettivo nato a Berlino nel 2023, porta a Venezia il suo lavoro tra arte, performance e collaborazione con un intervento alla Bocciofila di San Sebastiano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il collettivo curatoriale<strong> MOLT</strong> ha presentato a Venezia, presso la Bocciofila San Sebastiano, in collaborazione con Aarduork, un incontro site-specific e un archivio vivente, esplorando il gioco come dispositivo sociale e spaziale informale attraverso il suono, il movimento e la parola. Il progetto si inserisce in un programma site-specific legato alla <strong>Biennale Arte di Venezia 2026</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Venezia, giovedì 5 maggio, il collettivo ha realizzato una performance presso la Bocciofila di San Sebastiano, un circolo locale di bocce, coinvolgendo Ruben Spini, Roman Ole, Tobias Koch ed Elena Francalanci. La Bocciofila rappresenta uno dei pochi spazi in cui una forma di collettività legata a una pratica condivisa, in questo caso il gioco delle bocce, conserva ancora un ruolo centrale nell’isola di Venezia, al di fuori delle logiche di profitto. Il live act si inserisce in questa tensione tra due forme di comunità: da un lato quella sportiva e locale, dall’altro quella artistica temporanea, interrogando le modalità di coesistenza tra uso sociale dello spazio e produzione culturale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1440" height="1914" data-id="335919" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/688681613_17902190478426042_9119194806956772366_n.jpg" alt="" class="wp-image-335919" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/688681613_17902190478426042_9119194806956772366_n.jpg 1440w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/688681613_17902190478426042_9119194806956772366_n-451x600.jpg 451w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/688681613_17902190478426042_9119194806956772366_n-770x1024.jpg 770w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/688681613_17902190478426042_9119194806956772366_n-768x1021.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/688681613_17902190478426042_9119194806956772366_n-1156x1536.jpg 1156w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>MOLT: una comunità artistica che attraversa spazi, pratiche e città</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fondata a Berlino nel gennaio 2023 e diretta da Andrea Bambini, Elena Francalanci, Max Michel Thillaye, Virginia Valeri e Madelen Isa Lindgren, MOLT nasce come spazio espositivo, piattaforma e comunità culturale sviluppata nell’incontro tra discipline artistiche differenti. Più che una galleria tradizionale, il progetto si configura come un insieme fluido capace di accogliere pratiche eterogenee – dal cinema al video, dalla fotografia alla scultura, passando per musica, performance e danza – favorendo la creazione di reti e collaborazioni tra artisti provenienti da contesti diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collettivo mira a costruire situazioni in cui linguaggi, pubblici e temporalità possano coesistere senza essere ricondotti a un’unica identità curatoriale rigida. Attraverso eventi, performance e interventi site-specific, MOLT riflette la natura frammentata e mutevole del paesaggio culturale berlinese, mantenendo al tempo stesso uno spazio di sperimentazione collettiva e accessibilità in un contesto segnato dall’aumento dei costi degli spazi nella capitale tedesca. Questa ricerca porta il collettivo a lavorare spesso in luoghi interstiziali e non convenzionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una performance tra suono, corpo e spazio in trasformazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La performance riunisce in modo stratificato gli interventi dei diversi artisti invitati, costruendo un dispositivo curatoriale vicino alla forma del varietà. Ne emerge un assemblaggio di pratiche eterogenee che si sovrappongono e si contaminano progressivamente, generando un unico flusso performativo. Pur riconoscendo l’esistenza di un linguaggio proprio, MOLT insiste sulla necessità di evitare ogni irrigidimento stilistico, privilegiando la costruzione di “geometrie relazionali” all’interno della propria rete. In questo processo, gli spazi assumono un ruolo decisivo: sono spesso le caratteristiche dei luoghi a orientare le scelte curatoriali e le modalità di intervento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azione si apre con Ruben Spini al centro del campo da bocce, in posizione frontale, intento nella lettura di testi propri in cui riflette in chiave poetica sul corpo e sul linguaggio come tecnologia del sé. Successivamente Tobias Koch attraversa il bocciodromo con un microfono parabolico, trasformando l’architettura e la presenza del pubblico in materiale sonoro: ne risulta una massa acustica continua, quasi un drone ambientale. Il collettivo MOLT descrive la propria pratica come una forma di comunità aperta e in divenire, capace di sostenere un network artistico che cresce in modo organico.<br></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Renzogallo, al Mattatoio di Roma un viaggio “Oltre le ceneri”</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/renzogallo-al-mattatoio-di-roma-un-viaggio-oltre-le-ceneri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=335903</guid>

					<description><![CDATA[Un grande intervento site specific e un itinerario di opere ambientali esplorano il tema dell'attraversamento e della trasformazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Promossa dall’<strong>Assessorato alla Cultura di Roma Capitale</strong>, dall’<strong>Azienda Speciale Palaexpo</strong> e dalla<strong> Fondazione Mattatoio</strong> – <strong>Città delle Arti</strong>, la mostra, visibile fino al 2 agosto 2026, si configura come un percorso profondamente legato all&#8217;architettura dell&#8217;ex complesso industriale, luogo con cui le opere instaurano un dialogo diretto e continuo. Il progetto prende avvio da una grande installazione site specific composta da una sequenza di elementi in ferro rosso che si dispongono nello spazio come un unico organismo. L&#8217;opera, pensata per l&#8217;occasione, costituisce il fulcro di un itinerario che prosegue attraverso installazioni in legno e carta di giornale verniciata, dipinti su tela e lavori su carta, accomunati dal tema della soglia e dell&#8217;attraversamento.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="780" height="439" data-id="335916" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/renzogallo-mostra-fattitaliani-1.jpg" alt="" class="wp-image-335916" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/renzogallo-mostra-fattitaliani-1.jpg 780w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/renzogallo-mostra-fattitaliani-1-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/renzogallo-mostra-fattitaliani-1-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della ricerca di <strong>Renzogallo </strong>emerge la volontà di mettere in discussione le narrazioni dominanti, in particolare quelle veicolate dai mass media, per individuare nuovi orizzonti di significato laddove sembrano rimanere soltanto macerie. Da questa tensione nasce il titolo della mostra: <em>Oltre le ceneri</em> allude alla possibilità di una rigenerazione, di una visione capace di andare oltre ciò che appare consumato o concluso. Da sempre impegnato nell&#8217;ambito dell&#8217;arte ambientale, l&#8217;artista costruisce strutture che perseguono una personale idea di monumentalità. Le opere non occupano semplicemente lo spazio, ma lo trasformano in un dispositivo percettivo nel quale il visitatore diventa parte attiva dell&#8217;esperienza. Le installazioni assumono così la forma di architetture visionarie che si relazionano con il corpo dell&#8217;osservatore, generando nuove connessioni tra materia, ambiente e percezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elemento dominante dell&#8217;intero percorso è il rosso, colore che attraversa le opere come una presenza simbolica e vitale. Non semplice scelta cromatica, ma energia generatrice, il rosso diventa segno di una tensione continua tra memoria e trasformazione, tra fragilità e potenza. In questo contesto lo spazio del <strong>Mattatoio </strong>si trasforma in una superficie di passaggio, un luogo in cui forme, significati e relazioni si ridefiniscono costantemente. Con <em>Oltre le ceneri</em>, Renzogallo propone dunque una riflessione sul tempo e sullo spazio intesi come dimensioni aperte, attraversabili e mutevoli. Un invito a osservare ciò che resta dopo la distruzione non come residuo, ma come possibilità di una nuova costruzione del senso.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="585" data-id="335913" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Renzogallo-L_ombra-delle-idee-2018-2026-particolare-photo-Giorgio-Benni-1-1024x585.jpg" alt="" class="wp-image-335913" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Renzogallo-L_ombra-delle-idee-2018-2026-particolare-photo-Giorgio-Benni-1-1024x585.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Renzogallo-L_ombra-delle-idee-2018-2026-particolare-photo-Giorgio-Benni-1-600x343.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Renzogallo-L_ombra-delle-idee-2018-2026-particolare-photo-Giorgio-Benni-1-768x439.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Renzogallo-L_ombra-delle-idee-2018-2026-particolare-photo-Giorgio-Benni-1.jpg 1426w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">photo Giorgio Benni</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Renzogallo. Oltre le ceneri</em><br>A cura di Aldo Iori<br>9 giugno – 2 agosto 2026<br>Mattatoio di Roma – La Pelanda, Galleria delle Vasche<br>Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma<br>Ingresso libero</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Organico fantastico, la natura si fa visione nella nuova mostra di CUBO Unipol</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/organico-fantastico-la-natura-si-fa-visione-nella-nuova-mostra-di-cubo-unipol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 07:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=335885</guid>

					<description><![CDATA[Da Savinio a Sutherland, un viaggio tra biomorfismi, immaginazione e metamorfosi attraverso le opere di cinque artisti contemporanei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Allestita al venticinquesimo piano della<strong> Torre Unipol</strong>, l&#8217;esposizione trasforma lo spazio espositivo in un ambiente visionario dove il dato naturale si apre a forme inattese e stranianti. Le opere di <strong>David Casini</strong>, <strong>Caterina Morigi</strong>, <strong>Marta Pierobon</strong>, <strong>Alessandro Roma</strong> e <strong>Alberto Scodro</strong> danno vita a un ecosistema in continua evoluzione, nel quale materiali, organismi e immaginari si contaminano generando nuove possibilità del vivente. La mostra, curata da <strong>Pasquale Fameli</strong> e<strong> Valentina Rossi</strong>, nasce nel solco delle riflessioni riattivate dal centenario del <strong>Manifesto del Surrealismo</strong>, ma evita qualsiasi rilettura filologica del movimento storico. Al centro del progetto emerge piuttosto una sensibilità biomorfica che guarda alla natura come matrice creativa, capace di produrre forme ibride e mutevoli. L&#8217;organico diventa così terreno di sperimentazione e trasformazione, mentre il fantastico si configura come uno strumento per osservare il reale da prospettive inedite.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="851" data-id="335940" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Savinio-Tombeau-dun-roi-maure-1929-olio-su-tela-65x81-cm-1024x851.jpg" alt="" class="wp-image-335940" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Savinio-Tombeau-dun-roi-maure-1929-olio-su-tela-65x81-cm-1024x851.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Savinio-Tombeau-dun-roi-maure-1929-olio-su-tela-65x81-cm-600x498.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Savinio-Tombeau-dun-roi-maure-1929-olio-su-tela-65x81-cm-768x638.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Savinio-Tombeau-dun-roi-maure-1929-olio-su-tela-65x81-cm-1536x1276.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Savinio-Tombeau-dun-roi-maure-1929-olio-su-tela-65x81-cm.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Alberto Savinio, <em>Tombeau d’un roi maure</em>, 1929</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="335939" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Scodro-Trottole-2020-terre-miste-dimensioni-ambientali.-Courtesy-lartista-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-335939" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Scodro-Trottole-2020-terre-miste-dimensioni-ambientali.-Courtesy-lartista-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Scodro-Trottole-2020-terre-miste-dimensioni-ambientali.-Courtesy-lartista-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Scodro-Trottole-2020-terre-miste-dimensioni-ambientali.-Courtesy-lartista-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Scodro-Trottole-2020-terre-miste-dimensioni-ambientali.-Courtesy-lartista-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alberto-Scodro-Trottole-2020-terre-miste-dimensioni-ambientali.-Courtesy-lartista.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Alberto Scodro, <em>Trottole</em>, 2020</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="335941" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Collane-2022-onice-verde-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-335941" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Collane-2022-onice-verde-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Collane-2022-onice-verde-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Collane-2022-onice-verde-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Collane-2022-onice-verde-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Collane-2022-onice-verde.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Caterina Morigi, <em>Making Special (Collane)</em>, 2022</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accogliere il visitatore è un paesaggio plastico in cui la materia sembra vivere una continua metamorfosi. Le opere si configurano come zone di contatto tra umano, animale, vegetale e minerale, dissolvendo confini consolidati e suggerendo nuove relazioni tra le diverse forme dell&#8217;esistenza. In questa prospettiva l&#8217;arte non rappresenta semplicemente la natura, ma instaura con essa un rapporto di co-creazione. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso linguaggi e materiali differenti. <strong>David Casini </strong>costruisce microarchitetture sospese tra artificio e mondo vegetale, autentiche <strong>Wunderkammern </strong>contemporanee nelle quali elementi naturali e manufatti convivono in equilibrio precario. <strong>Caterina Morigi</strong> interviene su marmi e pietre trasformandoli in archivi di tracce e sedimentazioni che evocano fossili e reperti geologici, in una ricerca che dialoga direttamente con la scienza e con gli studi sui biomateriali per la rigenerazione ossea.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="731" height="1024" data-id="335944" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Dressing-Landscape-2025-tessuto-dipinto-a-tempera-ceramica-e-acrilico-731x1024.jpg" alt="" class="wp-image-335944" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Dressing-Landscape-2025-tessuto-dipinto-a-tempera-ceramica-e-acrilico-731x1024.jpg 731w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Dressing-Landscape-2025-tessuto-dipinto-a-tempera-ceramica-e-acrilico-428x600.jpg 428w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Dressing-Landscape-2025-tessuto-dipinto-a-tempera-ceramica-e-acrilico-768x1076.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Dressing-Landscape-2025-tessuto-dipinto-a-tempera-ceramica-e-acrilico-1097x1536.jpg 1097w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Dressing-Landscape-2025-tessuto-dipinto-a-tempera-ceramica-e-acrilico.jpg 1371w" sizes="auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px" /><figcaption class="wp-element-caption">Alessandro Roma, <em>Dressing Landscape, </em>2025</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="731" height="1024" data-id="335943" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Mask-2024-ceramica-smaltata-731x1024.jpg" alt="" class="wp-image-335943" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Mask-2024-ceramica-smaltata-731x1024.jpg 731w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Mask-2024-ceramica-smaltata-428x600.jpg 428w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Mask-2024-ceramica-smaltata-768x1076.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Mask-2024-ceramica-smaltata-1097x1536.jpg 1097w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Alessandro-Roma-Mask-2024-ceramica-smaltata.jpg 1371w" sizes="auto, (max-width: 731px) 100vw, 731px" /><figcaption class="wp-element-caption">Alessandro Roma, <em>Mask</em>, 2024</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" data-id="335942" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Soli-2022-marmo-Azul-Bahia-682x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-335942" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Soli-2022-marmo-Azul-Bahia-682x1024.jpeg 682w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Soli-2022-marmo-Azul-Bahia-400x600.jpeg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Soli-2022-marmo-Azul-Bahia-768x1153.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Soli-2022-marmo-Azul-Bahia-1023x1536.jpeg 1023w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Caterina-Morigi-Making-Special-Soli-2022-marmo-Azul-Bahia.jpeg 1066w" sizes="auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px" /><figcaption class="wp-element-caption">Caterina Morigi, <em>Making Special (Soli)</em>, 2022</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le sculture di <strong>Marta Pierobon</strong> introducono invece un universo popolato da figure ibride e imperfette, sospese tra dimensione fiabesca e quotidianità domestica. <strong>Alessandro Roma </strong>costruisce paesaggi immaginari attraverso la stratificazione di pittura, collage e ceramica, dando forma a organismi in continua espansione nei quali convivono suggestioni vegetali e antropomorfe. <strong>Alberto Scodro</strong>, infine, lavora sulla trasformazione della materia mediante processi alchemici che coinvolgono vetro, sabbie, metalli ed elementi naturali, affidando al fuoco una parte determinante nella definizione finale delle opere. A dialogare con queste ricerche contemporanee sono due lavori provenienti dal Patrimonio artistico del <strong>Gruppo Unipol</strong>: <em>Tombeau d’un roi maure</em> (1929) di <strong>Alberto Savinio</strong> e <em>Suspended Form – Red Ground</em> (1962) di <strong>Graham Sutherland</strong>. Più che semplici riferimenti storici, le due opere si inseriscono nel percorso come presenze attive, accomunate agli artisti contemporanei dalla capacità di reinventare in chiave immaginifica le forme della natura. La collocazione stessa della mostra contribuisce alla costruzione del racconto espositivo. Le ampie vetrate della <strong>Torre Unipol</strong> mettono in relazione l&#8217;interno con il panorama urbano di <strong>Bologna</strong>, trasformando i tetti, le strade e gli edifici in elementi di un grande organismo vivente. In questo dialogo tra città e visione, <em>Organico fantastico</em> invita a ripensare il rapporto tra essere umano e ambiente, suggerendo un&#8217;idea di natura come processo aperto, instabile e generativo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="335960" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Faccetta-bianca-2025-ceramica-smaltata-18-x-19-x-24-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-335960" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Faccetta-bianca-2025-ceramica-smaltata-18-x-19-x-24-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Faccetta-bianca-2025-ceramica-smaltata-18-x-19-x-24-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Faccetta-bianca-2025-ceramica-smaltata-18-x-19-x-24-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Faccetta-bianca-2025-ceramica-smaltata-18-x-19-x-24-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Faccetta-bianca-2025-ceramica-smaltata-18-x-19-x-24-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">&#8221; &#8220;Marta Pierobon,<em> Faccetta bianca</em>, 2025, Courtesy A Palazzo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="335961" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Lucio-2025-ceramica-smaltata-225-x-26-x-21-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-335961" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Lucio-2025-ceramica-smaltata-225-x-26-x-21-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Lucio-2025-ceramica-smaltata-225-x-26-x-21-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Lucio-2025-ceramica-smaltata-225-x-26-x-21-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Lucio-2025-ceramica-smaltata-225-x-26-x-21-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Marta-Pierobon-Lucio-2025-ceramica-smaltata-225-x-26-x-21-cm.-Courtesy-A-Palazzo-e-lartista.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">&#8220;Marta Pierobon, <em>Lucio</em>, 2025, Courtesy A Palazzo</figcaption></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="841" data-id="335956" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Graham-Sutherland-Suspended-form-red-ground-1962-olio-su-tela-80x100-_ph.-Marco-Mioli-1024x841.jpg" alt="" class="wp-image-335956" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Graham-Sutherland-Suspended-form-red-ground-1962-olio-su-tela-80x100-_ph.-Marco-Mioli-1024x841.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Graham-Sutherland-Suspended-form-red-ground-1962-olio-su-tela-80x100-_ph.-Marco-Mioli-600x493.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Graham-Sutherland-Suspended-form-red-ground-1962-olio-su-tela-80x100-_ph.-Marco-Mioli-768x630.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Graham-Sutherland-Suspended-form-red-ground-1962-olio-su-tela-80x100-_ph.-Marco-Mioli-1536x1261.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Graham-Sutherland-Suspended-form-red-ground-1962-olio-su-tela-80x100-_ph.-Marco-Mioli.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Graham Sutherland,<em> Suspended form &#8211; red ground</em>, 1962, ph. Marco Mioli</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="335952" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Le-pause-sono-brevi-ed-eterne-VI-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-plexiglass-colore-acrilico-elemento-organico-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-335952" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Le-pause-sono-brevi-ed-eterne-VI-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-plexiglass-colore-acrilico-elemento-organico-683x1024.jpg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Le-pause-sono-brevi-ed-eterne-VI-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-plexiglass-colore-acrilico-elemento-organico-400x600.jpg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Le-pause-sono-brevi-ed-eterne-VI-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-plexiglass-colore-acrilico-elemento-organico-768x1152.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Le-pause-sono-brevi-ed-eterne-VI-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-plexiglass-colore-acrilico-elemento-organico-1024x1536.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Le-pause-sono-brevi-ed-eterne-VI-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-plexiglass-colore-acrilico-elemento-organico.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">David Casini,<em> Le pause sono brevi ed eterne VI</em>, 2014</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="335951" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Montegonzi-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-colori-acrilici-plexiglass-elemento-organico-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-335951" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Montegonzi-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-colori-acrilici-plexiglass-elemento-organico-683x1024.jpg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Montegonzi-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-colori-acrilici-plexiglass-elemento-organico-400x600.jpg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Montegonzi-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-colori-acrilici-plexiglass-elemento-organico-768x1152.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Montegonzi-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-colori-acrilici-plexiglass-elemento-organico-1024x1536.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/David-Casini-Montegonzi-2014-ottone-vetro-intarsio-pietra-dura-colori-acrilici-plexiglass-elemento-organico.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">&#8220;David Casini, <em>Montegonzi,</em> 2014</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.cubounipol.it/it/" type="link" id="https://www.cubounipol.it/it/">CUBO Unipol</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Organico fantastico</em><br>A cura di Pasquale Fameli e Valentina Rossi<br>10 giugno – 26 settembre 2026<br>CUBO in Torre Unipol, Via Larga 8, Bologna<br>Ingresso libero<br>Orari: lunedì-venerdì, 9.30-20.00</p>
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		<title>Massimo Osanna al Diac, una nomina che guarda oltre i confini dei musei</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/08/massimo-osanna-al-diac-una-nomina-che-guarda-oltre-i-confini-dei-musei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 06:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=335883</guid>

					<description><![CDATA[Dall'esperienza di Pompei alla guida delle industrie culturali: una scelta che guarda al dialogo tra patrimonio, contemporaneità e innovazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Massimo Osanna è la figura scelta per guidare il Dipartimento per le attività e le industrie culturali (Diac), struttura del Ministero della Cultura che riunisce cinema, audiovisivo, arte contemporanea, biblioteche e musei. Una decisione che segna un passaggio significativo nelle politiche culturali italiane e colloca una figura legata alla gestione del patrimonio al centro di un sistema culturale sempre più orientato anche alla dimensione produttiva e alle industrie creative. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo profilo si è costruito nella stagione di rilancio del Parco archeologico di Pompei, trasformato da simbolo delle criticità del sistema museale italiano a modello internazionale di gestione e valorizzazione. Un’esperienza che ha segnato anche un’apertura progressiva al contemporaneo come linguaggio capace di dialogare con i contesti archeologici. Successivamente, alla guida della Direzione generale Musei, Osanna ha lavorato al rafforzamento del Sistema Museale Nazionale, con un’attenzione particolare ai temi dell’accessibilità, dell’innovazione e dell’autonomia gestionale degli istituti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Massimo-Osanna-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-335887" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Massimo-Osanna-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Massimo-Osanna-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Massimo-Osanna-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Massimo-Osanna.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In una <a href="https://insideart.eu/2024/08/14/quali-musei-per-il-domani/" type="link" id="https://insideart.eu/2024/08/14/quali-musei-per-il-domani/">lunga intervista</a> rilasciata a <em>Inside Art</em>, dedicata all’evoluzione dei musei italiani tra apertura internazionale, innovazione tecnologica e nuovi modelli di gestione, Osanna aveva descritto una trasformazione profonda delle istituzioni culturali, sottolineando: «I musei saranno sempre di più connessi, tecnologici, in rete tra di loro e con i cittadini, internazionali, multilingui e multiculturali, aperti alle diversità di ogni genere e di queste rappresentativi». Una visione che non riguarda soltanto l’evoluzione organizzativa dei musei, ma più in generale il loro ruolo all’interno della società contemporanea. Nella stessa intervista, riflettendo sul rapporto tra patrimonio e contemporaneità, aggiungeva: «L’arte contemporanea nei contesti archeologici, per esempio, se concepita come forma di valorizzazione reciproca può rappresentare un valore aggiunto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due passaggi che delineano un’idea di istituzioni culturali come sistemi aperti, in cui il patrimonio non è separato dalla produzione contemporanea ma diventa parte di un unico ecosistema in trasformazione. Il Diac si colloca infatti proprio in questo snodo: non solo tutela e valorizzazione del patrimonio, ma anche sostegno alla produzione culturale, sviluppo delle industrie creative e ridefinizione dei rapporti tra istituzioni, mercato e pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, la traiettoria di Osanna appare come quella di un profilo abituato a lavorare sulla trasformazione delle istituzioni culturali più che sulla loro semplice gestione, in una logica che tiene insieme patrimonio, innovazione e sistema produttivo. Una sfida che oggi si gioca non solo nei musei, ma nell’intero ecosistema della cultura contemporanea.</p>
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