Timbuctù possedeva una grande quantità di manoscritti antichi che trattavano di astrologia, medicina, diritto. storia, geografia e letteratura. Possedeva perché sono stati bruciati dai jihadisti che prima di abbandonare la città, per lasciare un segno, hanno dato fuoco alla biblioteca della città che conteneva quasi 100mila volumi. «Sono animali – dice Hallè Ousmane sindaco di Timbuctù – non capiscono cosa è la cultura, la storia e l’anima. Non chiedetemi perché l’hanno fatto, non so spiegarmelo». Fortunatamente ogni manoscritto è stato fotografato e digitalizzato prima della perdita, certo è solo una magra consolazione.


