Perdere in partenza

L’underdog è il perdente in partenza, colui che in una competizione pugilistica, data la sua condizione di svantaggio, è destinato inevitabilmente a perdere. E proprio intorno al concetto di svantaggio si sviluppa il nuovo progetto espositivo dello street artist romano Lucamaleonte, in mostra alla 999 Contemporary di Roma fino al 12 marzo. L’idea nasce da un dialogo tra l’artista e Stefano Antonelli, curatore dello spazio espositivo, che insieme riflettono su quanto oggi essere italiani ponga in una condizione di inevitabile svantaggio e difficoltà nel momento in cui ci si confronta con il contesto europeo e mondiale; sensazione che si amplifica ulteriormente se proiettata all’interno del mondo della produzione culturale. Piuttosto che tematizzare il problema decidono allora di metterlo letteralmente in scena, trasformando lo spazio della galleria in un piccolo teatro della crudeltà.

La mostra si trasforma così in residenza d’artista a tempo determinato, i 26 giorni di durata dell’esposizione, durante la quale l’artista è indotto a lavorare sperimentando sulla sua pelle la condizione stessa dello svantaggio. Lucamaleonte ha per questo trasferito il suo studio e i suoi oggetti, con tanto di tavolo da lavoro, playstation e frigorifero per le birre, all’interno della galleria, esponendo così in modo continuato, per 8 ore al giorno, la propria persona e il proprio processo lavorativo alla presenza indiscreta del pubblico. A determinare le dinamiche dello svantaggio interviene direttamente il curatore imponendo all’artista una serie di condizioni prima fra tutta la qualità estetica dello spazio stesso: questo grazie all’intervento di alcuni writer romani viene fisicamente vandalizzato, riempito di tag e disegni di un rosso molto acceso che rendono visivamente stancante anche una breve permanenza all’interno dello spazio. In secondo luogo all’artista, da sempre abituato a lavorare nel contesto urbano, s’impone il confronto forzato con uno spazio chiuso e limitante; tutto ciò lo obbliga a operare una cesura abbastanza netta nei confronti della sua produzione precedente, abbandonando il muro e lavorando secondo le proporzioni e le tecniche che il dialogo con una galleria d’arte contemporanea impone.

Tra gli altri lavori esposti in mostra spicca una grande mappa di Roma divisa in 10 macro-quartieri all’interno di ciascuno dei quali è posizionato il disegno di un cane di una determinata razza che, in base alle sue qualità fisionomiche, viene fatto corrispondere allo spirito sociale e culturale del quartiere a cui è associato. Il gioco, che nasce da un’ironica rilettura del titolo della mostra, consiste poi nel riposizionare ciascuno di questi cani in un diverso quartiere della mappa alludendo ancora una volta alla condizione di difficoltà e svantaggio sociale che si genera quando si viene catapultati in un contesto culturale a noi ostile.

La mostra prevede anche una sua appendice urbana rappresentata dall’enorme ritratto di Francesco Totti che Lucamaleonte ha realizzato nelle scorse settimane nel quartiere Appio Latino, prendendo parte a un progetto a lungo termine teso interpretare i miti della nostra contemporaneità e a riflettere in modo più ampio sull’iconografia del ritratto proposta dalla street art.

Fino al 12 marzo; galleria 999 contemporary, via Alessandro Volta 48, Roma; info: www.999gallery.com/?p=12087